Menu
Mostra menu

Ermanno Fenoglietti

maggiore dei Carabinieri Ermanno FenogliettiIl maggiore dei Carabinieri Ermanno Fenoglietti perse la vita, il 27 dicembre 1995, durante una missione di pace nella terra martoriata della Bosnia, dove era andato con lo stesso entusiasmo con cui si era precedentemente impegnato a Catania, a Como e nel Libano. Anch’egli fu vittima innocente là dove «altri, tanti, troppi innocenti, a causa di una guerra irragionevole e »iolenta, hanno lasciato la vita”, come disse il cardinale Giovanni Saldarini, arcivescovo di Torino, il 29 dicembre durante la cerimonia funebre di Fenoglietti, stigmatizzando con lapidaria efficacia il carattere, lo spirito e la professionalità del caduto. Paracadutista direttore di lancio, istruttore militare di educazione fisica, sciatore, pattugliatore scelto, ed altri notevoli brevetti figuravano nel suo curriculum formativo e tecnico-professionale; Plotone paracadutisti, Sezione del prestigioso Gruppo di intervento speciale (Gis), Nucleo radiomobile, Compagnia (Fontanarossa), nel suo curriculum di Comandante; missione di pace in Libano, due encomi per il comportamento nella lotta alla criminalità organizzata, la missione Uepol a Mostar, nel suo curriculum operativo. Questo l’uomo, il carabiniere, il cittadino. L’ufficiale, dal 1° settembre del 1995, aveva assunto il comando dei venti militari dell’Arma in Bosnia, in seno al contingente europeo di 170 uomini provenienti da undici Paesi.