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In difesa dell'ambiente

carabinieri del NOE controllano una discaricaNel 1996 fu rafforzato il Nucleo Operativo Ecologico dell’Arma, costituito nel 1986 in concomitanza con la creazione del ministero dell’Ambiente (alle cui dipendenze funzionali è tuttora posto), con il compito prioritario di vigilare per prevenire e reprimere le violazioni di legge in materia ambientale. Erano anni nei quali andava rafforzandosi nell’opinione di governi e cittadini la sensibilità alla tutela dell’ecosistema minacciato da catastrofi come quella di Chernobyl. Nel 1996 la struttura, nel frattempo ampliata con un crescente numero di Sezioni Operative sparse in diverse aree del territorio nazionale, fu dotata di una squadra specializzata in problematiche connesse con l’inquinamento radioattivo, dotata di strumenti, equipaggiamenti e mezzi tecnologicamente avanzati in grado di operare anche in ambiente contaminato. 
Punto di forza di questo reparto dell’Arma è la specializzazione del personale che vi opera, esperto conoscitore della complessa normativa ambientale e delle particolari tecniche di polizia giudiziaria da utilizzare per operare al meglio nel settore. Tutti i militari seguono un corso di specia­lizzazione e costanti aggiornamenti professionali organizzati direttamente dal Comando con la collaborazione dei migliori esperti della materia. Oggi il reparto si chiama “Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente” e può contare, oltre che su un Reparto Operativo con sede a Roma, che si occupa delle attività più complesse in tutta Italia, su 29 Nuclei Operativi Ecologici capillarmente diffusi, con competenza a livello regionale o interprovinciale. I carabinieri preposti alla Tutela dell’Ambiente si occupano di vigilare sul rispetto della normativa ambientale tanto mediante campagne di controlli e verifiche mirate, quanto attraverso indagini di polizia giudiziaria. Per la loro attività operano in perfetta sinergia con i reparti dell’Arma delle organizzazioni Territoriale e Speciale (elicotteri, motovedette, subacquei, Nas, RaCis eccetera), in modo da offrire sempre la più efficace delle risposte ai problemi emersi. Il Reparto non ha capacità autonome per quanto attiene alle analisi di laboratorio, ma si avvale delle strutture dell’Istituto Superiore di Sanità, del Servizio Sanitario Nazionale e delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (Arpa).
Tra i reati, quello che assorbe maggiormente le energie del Reparto è sicuramente il traffico illecito di rifiuti. A partire dagli anni ’90 le organizzazioni criminali si sono progressivamente interessate al settore dello smaltimento illecito, realizzando ingenti profitti e causando ferite profonde al territorio e all’ecosistema, con gravissimi danni anche per la salute umana. Il contrasto a tale odioso fenomeno impegna i Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente in laboriose e complesse attività di indagine, che hanno portato nel tempo alla disarticolazione di intere filiere dedicate al ciclo dei rifiuti e al sequestro di beni, mezzi e aziende di valore economico molto ingente.