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A Mostar

Carabinieri a Mostar impegnati nella missione della UEOIl 5 luglio 1994 gli Stati dell’Unione Europea e alcuni leader delle fazioni in lotta in Bosnia firmarono un Protocollo d’Intesa per istituire formalmente nella città di Mostar una Amministrazione sotto l’egida dell’Europa Unita. Mostar era divisa fra croati cattolici (in prevalenza) e musulmani (bosniaci). Il conflitto armato era scoppiato in quella città nell’aprile del 1992: croati e musulmani si erano uniti per difendersi dai serbi. Nel maggio del 1993, però, la loro alleanza era venuta meno, e Mostar si era divisa in due, con il fiume che agiva da confine geografico: a est i musulmani e a ovest i croati. Azioni di “pulizia etnica” si susseguirono da ambo le parti. Nel 1994, con la mediazione delle Nazioni Unite, le parti contendenti firmarono una tregua e fu creata una zona smilitarizzata. Per la prima volta l’Europa si impegnò in una missione di ricostituzione delle istituzioni civili di una città: vi era dunque la necessità di avviare un serio programma per una Forza di Polizia efficiente, non corrotta e rappresentativa di tutte le istanze etniche e religiose del territorio, ma in forma unificata.
Nel novembre il governo chiese all’Arma dei Carabinieri la disponibilità ad inviare a Mostar proprio personale, per contribuire a organizzare in quella città una Polizia Unificata e per assisterla nell’addestramento. La costituenda Polizia Unificata croato-bosniaco-musulmana, in un primo tempo, sarebbe stata integrata dalle polizie locali e dalle unità europee, sotto la direzione di un Comandante della Polizia (Police Commissioner) olandese, alle dirette dipendenze dell’Amministratore europeo di Mostar, un tedesco al tempo dell’inizio della missione. Furono assegnati al Comandante del contingente italiano l’incarico di Capo Sezione Pianificazione (Planning Cell) e ad altri due ufficiali quello di Vice Capo Sezione Personale e, successivamente, quello di Responsabile del Settore Addestramento. Fu formato un contingente comandato da un maggiore e composto da 3 ufficiali e 14 sottufficiali. Ad essi si aggiunsero 6 unità del Battaglione Paracadutisti “Tuscania”, che avevano particolare esperienza in missioni all’estero in zone ad alto rischio. Il 6 marzo 1995 si costituì a Mostar il Reparto Carabinieri Weupol (Western European Union Police, Polizia Civile dell’Europa Occidentale). Nel 1996 la Polizia europea riuscì a far iniziare i servizi di pattugliamento nella zona centrale della città, con pattuglie miste composte da poliziotti appartenenti alla Weupol e alle due componenti croata e bosniaco-musulmana, senza la presenza di un militare della Forza Speciale di Polizia Internazionale.
Il 30 giugno 1996, a Mostar, si svolsero le elezioni: il clima rimase abbastanza tranquillo. La Ueo (Unione Europea Occidentale) previde un nuovo Reparto di osservatori di Polizia che sarebbe stato affidato ad un ufficiale dell’Arma. Il 15 ottobre terminò ufficialmente la Missione di Polizia dell’Unione Europea. Il 22 il nostro contingente rientrò in Italia.