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Il Dna per scovare gli assassini

Alla fine degli anni Ottanta furono messe a punto le tecniche investigative per identificare gli autori di omicidi con le tracce genetiche rinvenute sul corpo della vittima. Il Ris ha risolto molti casi con il ricorso a questo tipo di indagini. In quegli stessi anni furono raccolti grandi successi nella lotta ai trafficanti di droga

l’elica del DNA

La fine degli anni Ottanta fu segnata da un cambiamento epocale nella storia delle attività investigative: il Centro Carabinieri Investigazioni Scientifiche, parallelamente alle analoghe strutture inglesi, tedesche e americane, iniziò ad allestire un laboratorio capace di analizzare le tracce di Dna. Carabinieri del RIS al lavoroUn’opportunità straordinaria, quella offerta alle indagini dalla mappatura del genoma umano: l’analisi del Dna, infatti, come scrisse l’allora maggiore Luciano Garofano sulle pagine de Il Carabiniere del febbraio 1988, «costituisce la straordinaria possibilità di stabilire la reale provenienza di una macchia di sangue, di alcune tracce di liquido seminale, di capelli, eccetera. Fino ad oggi, le metodiche analitiche adottate, tese alla caratterizzazione dei marcatori genetici (meglio conosciuti come gruppi sanguigni) o di alcuni enzimi presenti nel siero, non ci hanno  consentito di rispondere con certezza scientifica ai dubbi e alle perplessità da sempre connessi agli episodi delittuosi. Ci siamo potuti esprimere soltanto escludendo o ammettendo l’ipotesi della esistenza di alcune analogie (ad esempio, la traccia di sangue lasciata sul luogo del reato corrispondeva al gruppo sanguigno del sospettato), senza mai avere l’opportunità di pervenire ad un esito indiscutibile».

In sostanza, grazie all’analisi del Dna si può incastrare un colpevole se i reperti rinvenuti sulla scena di un crimine corrispondono al suo profilo genetico. Quello del Dna è anche il test di riferimento per ricostruire relazioni di parentela. Il tempo necessario per la risposta in seguito al test del Dna varia da ore a giorni: tutto dipende dalle condizioni in cui si trovano le tracce organiche da analizzare. Poi si procede a estrarre il Dna, prelevando le cellule dai campioni biologici, e a isolarlo. Il Dna così prelevato viene copiato numerose volte per rendere l’esame più completo e preciso. Il profilo genetico mette in risalto gli elementi che cambiano da persona a persona, una sorta di impronta digitale. Infine, il profilo ottenuto viene confrontato con quello della persona sospetta. Se i frammenti delle due sequenze corrispondono, ci sono altissime probabilità che i due campioni appartengano allo stesso individuo. 
Nell’Arma dei Carabinieri ad occuparsi delle ricerche e dei rilievi sul Dna sono appunto i Ris (Reparti investigazioni scientifiche) che hanno contribuito a risolvere molti casi giudiziari. Tra questi possiamo ricordare l’individuazione dell’assassino della contessa Filo Della Torre, uccisa nella sua villa all’Olgiata nel 1991: l’assassino, Manuel Wilson, è stato infatti individuato con la prova biologica anche dopo tanti anni dall’omicidio. Ugualmente, le tracce trovate sulla maglia bianca indossata dalla giovanissima Elisa Claps (il cui corpo fu ritrovato nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza 17 anni dopo la sua scomparsa) hanno permesso agli inquirenti di incriminare nel 2010 Danilo Restivo, successivamente condannato (in primo e secondo grado) a trent’anni per l’omicidio. L’ultimo caso, recentissimo, ha riguardato Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni scomparsa in provincia di Bergamo il 26 novembre 2010, il cui corpo fu ritrovato tre mesi più tardi. Ad essere incriminato (grazie alla prova del Dna) un muratore che vive nelle vicinanze del luogo del delitto. Le indagini proseguono e non vi è una sentenza definitiva, ma certamente questo risultato è un passo avanti importante.

il cast del programma televisivo RIS - Delitti imperfettiIn particolare, gli specialisti del Reparto Biologia dei Ris si occupano dell’analisi del Dna e dei reperti biologici in generale prestando particolare attenzione alle tracce organiche che possono essere rinvenute sulla scena del crimine, sulle armi dei delitti e sui reperti. Sono anche coloro che si occupano dell’analisi delle macchie di sangue, così come dell’individuazione di tracce di animali per stabilire la data del decesso o se il cadavere è stato spostato dal luogo del delitto.

Presso il Ris è istituita la banca dati del Dna, che conserva copie dei tracciati genetici delle persone coinvolte nelle inchieste di polizia. La conservazione riguarda sia le persone condannate che altre coinvolte a vario titolo nelle indagini, e può prevedere l’archiviazione di campioni originali di tessuti, per ulteriori analisi, oltre all’esito degli esami sul Dna. I Ris hanno avuto la loro consacrazione televisiva nelle oltre ottanta puntate girate per la fiction Ris - Delitti imperfetti, serie giunta alla nona stagione.