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La tecnologia al servizio dell’Arma

A metà degli anni Ottanta si ridusse in misura notevole l’azione dei terroristi. E i Carabinieri furono così in grado di dedicarsi alla criminalità comune, oltre che alla mafia, alla camorra e alla ’ndrangheta. L’efficacia delle loro operazioni fu agevolata dall’informatica, che consentiva interventi molto più tempestivi

Ermanno Jaia, Un cittadino si rivolge a un maresciallo dell’Arma

A metà degli anni Ottanta il terrorismo allentò la pressione sull’Italia, indebolito dai molti arresti che ne avevano falcidiato le fila. Lo testimonia il bilancio dell’attività svolta dall’Arma nel 1984 pubblicato sulle pagine di questa Rivista. «Si tratta di un’attività che tocca tutti i settori del tessuto sociale, dalla circolazione stradale alla proprietà, al traffico di stupefacenti, alla corretta alimentazione. Sala di pronto intervento dell’Arma dei Carabinieri.L’ampio spettro dei campi di intervento dei Carabinieri mostra, ancora una volta, non solo il legame tenace che unisce l’Arma ai cittadini, ma anche l’insostituibile e particolare funzione che il carabiniere è chiamato a svolgere. Significativo appare, in questo tradizionale collegamento tra l’Arma e la società civile di cui è a tutela, l’inserimento ormai preminente delle nuove tecnologie. L’informatica è ormai da qualche anno un punto di riferimento preciso nell’attività dei Carabinieri e non c’è settore specifico che non ne fruisca in ampia misura». Approfondendo questi temi, l’articolo sosteneva che «la banca dei dati dell’Arma si è rivelata preziosa, particolarmente nella lotta contro la cosiddetta criminalità organizzata. Le cifre parlano chiaro. Il panorama del delitto, negli ultimi dodici mesi, è stato dominato, più che dal terrorismo (contro il quale non è stata mai, peraltro, abbassata la guardia), dalla cosiddetta criminalità organizzata (camorra, mafia e ’ndrangheta) che dalle regioni del Mezzogiorno, dove nacque, ha esteso le sue propaggini ai grandi centri metropolitani del centro-nord. Per quanto riguarda la camorra, i Carabinieri hanno arrestato 7.346 persone e ne hanno denunciate a piede libero 31.027; per la mafia, gli arrestati sono stati 4.733 e i denunciati a piede libero 24.135, mentre, per quanto concerne la ’ndrangheta, le persone arrestate sono state 3.674 e quelle denunciate a piede libero 14.966. I terroristi arrestati sono stati 101 e i covi scoperti 10. La lotta contro il dilagare della droga – legata alla criminalità organizzata – è un’altra grande battaglia che ha visto i Carabinieri duramente impegnati: in questi dodici mesi sono morte per overdose 392 persone in tutta Italia; i Carabinieri hanno sequestrato più di una tonnellata di sostanze stupefacenti, denunciato in stato d’arresto 9.369 persone, a piede libero 1.191 e segnalato 4.314 sospetti».

laboratorio dei NASL’analisi si estendeva poi al rafforzamento del servizio di pronto intervento, «quel numero telefonico 112 cui moltissimi cittadini ormai fanno riferimento per richieste di aiuto nelle situazioni più diverse, dalla rapina subita in casa, all’incidente stradale, al bambino smarrito. Attraverso il 112 i Carabinieri sono intervenuti in oltre 70mila incidenti stradali, a comporre più di 60mila dissidi e a recuperare più di 20mila auto rubate; le persone arrestate attraverso il 112 sono state più di 16mila. Il discorso del 112 si lega a quello della tutela della circolazione stradale, che è un punto fermo – e di grande rilevanza –  nell’attività operativa dell’Arma. In questi ultimi dodici mesi i Carabinieri sono intervenuti in 148.096 incidenti della strada; il numero delle vittime è 4.063 e quello dei feriti 93.912; i Carabinieri, inoltre, sono intervenuti 307.637 volte per assistenza agli utenti della strada che si sono trovati in difficoltà». L’ultima parte del bilancio era dedicata all’opera dei Nas a difesa della salute dei cittadini, agli interventi del Nucleo che tutela il patrimonio artistico, ai servizi aereo e navale.

Le nuove tecnologie migliorarono ulteriormente l’azione dell’Arma nel 1985 perché (come si legge nel rap­porto annuale pubblicato sulle colon­ne de Il Carabiniere), «agevolando le telecomunicazioni, consentono di effettuare interventi tempestivi ed efficaci». La banca dei dati dell’Arma si rivelò preziosa in particolare nella lotta al crimine organizzato.