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Restituiti a Urbino

Approfondimenti

I capolavori ritrovati

Piero della Francesca, La flagellazione. Rubato nel 1965, il quadro fu recuperato e restituito alla città di Urbino nel 1976Il 23 marzo 1976, al termine di una complessa indagine condotta fra l’Italia e la Svizzera, il Comando dell’Arma, Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, restituì alla città di Urbino tre capolavori (La flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, e la Muta di Raffaello), rubati un anno prima nella Galleria Nazionale delle Marche, che ha sede all’interno del Palazzo Ducale di Urbino. Quando le gazzelle dei Carabinieri giunsero a Urbino con il loro carico prezioso, c’era una gran folla festante ad attenderle. L’allora ministro per i Beni Culturali Mario Pedini commentò l’evento con queste parole: «Il recupero a Locarno dei tre dipinti di Piero della Francesca e di Raffaello rubati nel febbraio dello scorso anno nel Palazzo Ducale di Urbino corona le pazienti indagini dei Carabinieri, che hanno raccolto in questi mesi tutti gli elementi che li avrebbero condotti sulla pista giusta e quindi al successo. Non ci eravamo mai rassegnati alla perdita di un così inestimabile patrimonio artistico, né potevamo subire l’ingiuria di vederci defraudati di questi capolavori da una banda di delinquenti. Il nostro Paese deve, quindi, essere grato a tutti gli inquirenti e al Sostituto procuratore della Repubblica di Urbino per la brillante riuscita dei loro sforzi». Raffaello, La muta.E il precedente ministro dei Beni Culturali, Giovanni Spadolini, intervistato da un quotidiano torinese, disse a proposito dei Carabinieri del Nucleo Patrimonio Artistico: «Si deve a loro, alla loro opera silenziosa e tenace, l’individuazione della trama, la scoperta dei colpevoli, il ricupero delle opere straordinarie. Impegnati da mesi e mesi in questa pista, senza mai un cedimento alla pubblicità o alla vanità, esempi di uno stile che dovrebbe essere additato a molti corpi dello Stato». Il Sindaco di Urbino si unì a questo coro di elogi, esprimendo «la più viva gratitudine a tutte le autorità, al Nucleo investigativo, all’Arma dei Carabinieri, a tutti coloro che hanno collaborato anche all’estero per portare a termine con successo queste difficili indagini».