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La tragedia del Vajont

carabinieri impegnati nelle operazioni di soccorso dopo la tragedia del VajontLa frana del Monte Toc, sulla diga del Vajont, la notte del 9 ottobre 1963, provocò la morte di 2mila persone. Il materiale caduto (ad una velocità di quasi 100 chilometri orari dal versante meridionale nel lago), riempì l’invaso per una lunghezza di un chilometro e ottocento metri ed un’altezza di 152 metri al di sopra del livello idrico. Le successive inchieste giudiziarie accertarono precise responsabilità penali che furono sancite nella sentenza definitiva del 27 marzo 1971. I Carabinieri furono in prima linea nei soccorsi e nella rimozione delle macerie. Dal fango fu inghiottita anche la caserma dell’Arma, a Longarone, all’interno della quale si trovavano il comandante della Stazione, maresciallo maggiore Guido Papa, con tre familiari; il vice brigadiere Carmelo Miglietta e il carabiniere Giovanni Mayer, con la famiglia. Gli altri due militi della Stazione, i carabinieri Francesco D’Arrico (che perse anche lui tre parenti) e Rinaldo Aste, si salvarono perché al momento della catastrofe erano in perlustrazione nella parte alta della zona.