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Il Cfrb

Giorgio Cantelli, Pattuglia di Carabinieri del Comando delle Forze Repressione BanditismoSette giorni dopo la strage di Bellolampo, il colonnello Ugo Luca fu nominato capo del Cfrb (Comando Forze Repressione Banditismo), un nuovo organismo istituito per sostituire l’inefficiente ispettorato, il cui responsabile (come risulta dagli atti processuali) «omise di consegnare anche una carta soltanto al Comandante delle Forze Repressione Banditismo e non fece neppure conoscere nulla di quella che era l’organizzazione confidenziale di cui si era fino a quel momento servito, nella speranza di pervenire a trovare il capo della banda».

Il colonnello Ugo Luca si rimboccò le maniche, ripartendo da zero. Aveva ai suoi ordini 27 ufficiali dei Carabinieri e 16 di Pubblica Sicurezza, 1.500 militi dell’Arma e 500 agenti di Polizia. Nel territorio soggetto al controllo del Cfrb (circa 4mila chilometri quadrati), fece compiere immediatamente ricognizioni tattiche. Alla fine del lavoro ricognitivo, il regno del bandito Giuliano venne suddiviso in settanta sottozone, ognuna delle quali perlustrata ininterrottamente da una squadriglia.