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La liberazione di Piacenza

Il 28 aprile 1945 fu liberata la città di Piacenza. Al comando della divisione partigiana che entrò nella città emiliana c’era Fausto Cossu, un tenente dei Carabinieri. Nel gennaio del 1944 Cossu era fuggito da un campo di concentramento tedesco ed era giunto in Vai Luretta, in provincia di Piacenza. Dopo aver preso contatto con le stazioni dell’Arma della zona, aveva riunito sottufficiali e carabinieri in una formazione autonoma. I Carabinieri del comandante Fausto, come venivano in un primo tempo chiamati, disponevano soltanto di armi individuali e di poche bombe a mano, ma riuscirono ugualmente, verso la fine dello stesso mese di gennaio, a respingere un attacco nazi-fascista.il tenente dei Carabinieri Fausto Cossu, alla testa dei suoi uomini, sfila per le vie di Piacenza liberata dalla Divisione partigiana da lui comandata

Fu quindi costituita la Compagnia Carabinieri Patrioti, che dette inizio alla sua attività con azioni di sabotaggio e decisi colpi di mano contro i presidi fascisti di Piozzano, Pianello, Bobbiano, Travo e Perino. La Compagnia proseguì nell’azione di arruolamento, tanto che fu elevata al rango di Divisione, articolata su cinque Brigate, oltre ad alcuni reparti autonomi.

Nell’agosto successivo i reparti della Divisione partigiana del tenente dei carabinieri Cossu assunsero il nome di “Giustizia e Libertà”, effettuando ben quindici azioni di guerriglia, tra le quali due audaci colpi di mano contro depositi di munizioni. Nell’aprile del 1945 la Divisione concentrò i propri attacchi su Piacenza, ottenendo il risultato storico della liberazione della città.