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Via Tasso

brigadiere dei Carabinieri Angelo Ioppi all’uscita dal carcere di via Tasso, dopo le sevizie subite nell’arco di tre mesiDopo l’8 settembre 1943 il Comando tedesco requisì l’intero palazzo di via Tasso 155 per installarvi la sede della polizia tedesca. Al comando del maggiore Herbert Kappler, gli ufficiali e i soldati della Gestapo torturavano i prigionieri. I malcapitati che riuscivano a sopravvivere alle torture venivano “affidati” al Tribunale di guerra tedesco che, dopo un processo farsa, poteva destinarli alla esecuzione capitale presso il Forte Bravetta o alla detenzione nel carcere di Regina Coeli. Fra le vittime delle torture ci fu il brigadiere dei Carabinieri Angelo Ioppi, caposquadra del Fronte militare di resistenza di Roma, che fu insignito nel 1946 della Medaglia d’oro al valor militare. “Arrestato e rinchiuso nelle tetre prigioni di via Tasso”, si legge nella motivazione dell’onorificenza, “vi giacque per circa novanta giorni, subendo ventotto martorianti interrogatori e le più atroci, massacranti, immense torture, per estorcergli rivelazioni sull’organizzazione del Fronte militare di resistenza. Sopportò con adamantina, eroica fermezza i più strazianti, feroci supplizi, che resero il suo corpo permanentemente invalido, per nascondere severamente il segreto”.