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Gli atti di eroismo dei Carabinieri

32 carabinieri furono insigniti di Medaglia d’oro al valor militare, 139 ebbero la Medaglia d’argento, 224 la Medaglia di bronzo.
Nella lotta contro i nazisti l’Arma ebbe quasi 3mila caduti e 6.500 feriti. Fra gli episodi più significativi (oltre al sacrifricio di Salvo D’Acquisto), vanno ricordati i morti delle Fosse Ardeatine e i martiri di Fiesole

carabinieri motociclisti entrano in una città liberata

Il Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri, creato a Roma dal generale Filippo Caruso, si diffuse rapidamente fuori della capitale. Disponeva di una forza di 6mila uomini tra ufficiali, sottufficiali, appuntati e carabinieri. Il Fronte aveva le sue forze dislocate nell’Italia centrale, e si articolava in un Raggruppamento Territoriale e un Raggruppamento Mobile, entrambi strettamente collegati con le formazioni partigiane operanti nelle altre regioni. Il Raggruppamento Mobile era agli ordini del tenente colonnello dei Carabinieri Bruto Bixio Bersanetti, il Raggruppamento Territoriale era comandato dal tenente colonnello Giovanni Frignani, che al suo fianco ritrovò il maggiore Ugo De Carolis, il capitano Raffaele Aversa ed il capitano Paolo Vigneri, con i quali, il 25 luglio 1943, aveva eseguito l’arresto di Mussolini.

Il Raggruppamento Mobile, che si caratterizzava per le sue ampie possibilità di manovra, era composto da numerosi nuclei dotati di spiccata aggressività ed alta capacità di intervento, addestrati alla guerriglia e alle azioni di sabotaggio. Il Raggruppamento Territoriale realizzò invece una fitta rete di centri informativi che controllavano incessantemente l’azione ed i movimenti del nemico. Fu realizzato così un vasto dispositivo che garantiva una linea di attività clandestina in contrapposizione alla repressione nazista. A supporto di questa organizzazione, fu costituito un sistema di piccoli depositi logistici per alimentare le formazioni operanti e per assistere ex prigionieri alleati nascosti.