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Il sacrificio di D'Acquisto

Vittorio Pisani, Il vicebrigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto (Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri)Il grande giornalista Mario Missiroli fu tra i primi a ricordare l’atto di estremo sacrificio compiuto da Salvo D’Acquisto, divenuto il simbolo della Resistenza italiana all’oppressione nazista. «La cronaca di questo episodio», scrisse Missiroli, «è semplice e deve essere ricordata nella sua semplicità. In una tranquilla borgata dell’Agro romano, a Palidoro, un militare tedesco resta ucciso e altri sono feriti per lo scoppio di una bomba a mano, avvenuto mentre rovistavano in una cassa lasciata in una casermetta dai militari della Guardia di finanza. Che non si tratti di un attentato è evidente: ma ciò nonostante i tedeschi lo considerano tale, anche per trovare una giustificazione presso i loro superiori. Si rivolgono, pertanto, al comando locale dei Carabinieri, dai quali pretendono “protezione e collaborazione”. Nella Stazione di Torre in Pietra c’è solo Salvo D’Acquisto, un vice brigadiere di ventitré anni. Ai due militari tedeschi che gli ordinano di rivelare i nomi dei colpevoli, il valoroso giovane risponde che nulla sa, che non esistono colpevoli, e nonostante ogni minaccia e ogni tortura, continua a negare ogni responsabilità di quei poveri popolani, contadini e operai – sono ventidue – che i tedeschi hanno preso come ostaggi e hanno trasferito su un camion nelle vicinanze della Torre di Palidoro. Dopo un processo sommario, i tedeschi consegnano a ciascuno dei ventidue infelici un badile con l’ordine di scavarsi una fossa. Di fronte a questo spettacolo inumano, il giovane carabiniere prende una decisione che tocca le vette del sublime. Decide di proporre al comandante tedesco di dichiararsi colpevole a condizione che abbiano salva la vita i ventidue ostaggi. Il comandante tedesco, al quale, evidentemente, preme di far buona figura coi suoi superiori, accetta la proposta. E così il giovane viene fucilato e gli ostaggi vengono liberati». D’Acquisto fu decorato con Medaglia d’oro alla memoria. È stata anche formulata una richiesta per la sua santificazione.