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Mazzino Ricci

MAZZINO RICCIMazzino Ricci, carabiniere del XXIV Battaglione mobilitato in Montenegro, divenne in pochi mesi un eroe per l’intera popolazione del posto. Tutto ebbe inizio il 9 settembre 1943, quando Ricci si rifiutò di consegnare le armi ai tedeschi e riuscì a fuggire. Dopo quattordici ore di cammino sulle impervie montagne montenegrine, raggiunse un reparto partigiano. Fu accolto bene, perché Mazzino aveva imparato ad esprimersi in lingua slava. Le poche diffidenze che lo circondavano furono da lui superate quando si offrì di partecipare al primo conflitto nel quale fosse stato coinvolto il reparto. Da lì ebbe inizio la leggenda. Ricci partecipò a moltissimi scontri, uccidendo un gran numero di tedeschi e dimostrando in ogni azione un coraggio leonino e una grandissima astuzia tattica. Nell’ultima battaglia alla quale prese parte sgominò da solo una postazione del nemico: si liberò prima delle sentinelle, poi lanciò nel bunker alcune bombe. Nell’ottobre del 1944 si unì alla Divisione italiana Garibaldi. Morì in un’azione nel gennaio 1945 nelle acque di Cattaro.