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I carabinieri all'estero

Carabinieri impegnati nella difesa di CefaloniaFu assolutamente drammatica la condizione dei carabinieri (come di tutti i soldati italiani) che si trovarono in missione all’estero l’8 settembre e nei giorni successivi. Nei Balcani vennero catturati dai nazisti circa 10mila uomini, poi deportati in Germania. Quelli che riuscirono a sottrarsi alla cattura affluirono nella Divisione partigiana Garibaldi, formata da elementi della Divisione di fanteria Venezia e da quella alpina Taurinense, partecipando alle operazioni resistenziali in Iugoslavia. Dei circa 500 carabinieri combattenti nella divisione, solo 94 sopravvissero ai diciotto mesi di scontri. A Cefalonia, dove le truppe della Divisione Acqui si opposero all’intimazione tedesca di consegnare le armi, furono fucilati 18 carabinieri e 3 ufficiali, fra cui il sottotenente Orazio Petruccelli, che nella piazza di Argostoli aveva ammainato la bandiera del Reich. Scontri analoghi con i nazisti si ebbero a Corfù, a Creta, a Cattaro e a Gatta.