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Episodi eroici

Nei giorni immediatamente successivi all’armistizio molti carabinieri furono protagonisti di atti di eroismo. Il mattino del 10 settembre, davanti alla Stazione ferroviaria di Milano, quattro autocarri scaricarono un reparto germanico, al comando di un tenente, con l’incarico di occupare la stazione. Un appuntato dei Carabinieri, Oronzo Gallo, che si trovava in cima alla scalinata che dà accesso alla stazione, rispose all’ordine dei tedeschi di deporre le armi con alcune raffiche di mitra che uccisero l’ufficiale germanico e due soldati. I restanti si dispersero. Con l’aiuto degli altri carabinieri presenti nello scalo ferroviario, Gallo impegnò un violento scontro a fuoco. Il combattimento si estese poi, con l’intervento di altri militari italiani, in viale Regina Elena, dove sorgeva la caserma dalla quale provenivano i tedeschi. L’operazione fruttò la cattura di 60 prigionieri. Un carabiniere, Angelo Cocquio, fu decorato di Medaglia d’argento al valor militare per aver continuato a combattere nonostante le gravi ferite riportate.

I carabinieri di Bussolengo respingono un attacco dei nazistiA Bussolengo, in provincia di Verona, nella notte fra l’8 e il 9 settembre, un reparto di SS circondò la stazione dei Carabinieri intimando al maresciallo Giuseppe Bellini di consegnare la caserma. Il sottufficiale si oppose alla richiesta e mobilitò i tre militi presenti nella stazione a predisporre la difesa dell’edificio. Lo scontro durò tutta la notte, fino a quando non arrivarono rinforzi, agli ordini del sergente di fanteria Giovanni Sivero, che perse la vita durante la battaglia. Alla fine, dopo aver ucciso 6 soldati tedeschi, i carabinieri rimasero senza munizioni. Il maresciallo Bellini e uno dei suoi uomini furono deportati in Germania, altri due carabinieri riuscirono a fuggire e ad unirsi ai partigiani.

La mattina del 9 settembre, a Gattatico (Reggio Emilia), un ufficiale tedesco con alcuni soldati della Wehrmacht si presentò alla porta della stazione dei Carabinieri. Un milite di 22 anni, Giovanni Magrini, rifiutò di consegnare le armi e ingaggiò una violenta colluttazione con i tedeschi. Poi riuscì a indietreggiare in un locale attiguo dal quale lanciò due bombe a mano. Intervennero il comandante della stazione e altri carabinieri che parteciparono al conflitto a fuoco, costringendo i tedeschi a ritirarsi. Dopo un’ora, però, i tedeschi tornarono all’attacco e aprirono una breccia nelle mura della stazione. Ancora Magrini si oppose al loro ingresso. I tedeschi gli lanciarono contro una bomba a mano che Magrini afferrò al volo rilanciandola contro l’ufficiale germanico e colpendolo in pieno petto. Magrini venne ferito a un braccio. Il suo eroismo fu premiato con la Medaglia d’argento al valor militare.