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Azolino Hazon

Azolino HazonNominato Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri il 23 febbraio 1943, Azolino Hazon morì il 19 luglio di quello stesso anno, vittima dell’esplosione di una bomba mentre raggiungeva il quartiere romano di San Lorenzo, già colpito dalle incursioni aeree alleate. A lui è intitolata la caserma che ospita la sede del Comando Generale e in suo onore si è svolta una cerimonia di commemorazione dei 70 anni (ne parleremo nel prossimo numero). Hazon partecipò (sostiene lo storico Frederick Deakin nella sua Storia della Repubblica di Salò) ai preparativi dell’arresto di Mussolini (che precedettero di alcuni giorni la seduta del Gran consiglio del fascismo nella quale il duce fu messo in minoranza). Lavorò al piano insieme con l’ex capo della Polizia, Carmine Senise, con il capo di Stato maggiore dell’esercito, Vittorio Ambrosio, e con il ministro della Real Casa, Pietro Acquarone. Vittorio Emanuele III, sia pure con qualche incertezza, stava pensando di liberarsi del duce, dopo la lunga serie di disfatte militari subite dalle forze armate italiane.

I carabinieri erano al centro di quel piano, perché avevano sempre dimostrato fedeltà alla Corona e non si erano mai “fascistizzati”.