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Le regie patenti del 1822

La morte di Carlo Felice (Genova, Museo del Risorgimento)L'affidabilità dimostrata dai Carabinieri, anche in circostanze estremamente complicate, indusse la Corona a estendere il ruolo del Corpo, soprattutto dal punto di vista territoriale. Con le Regie Patenti del 12 ottobre 1822 Carlo Felice dispose che fosse affidato ai Carabinieri il mantenimento dell'ordine pubblico anche in Sardegna, dove fino ad allora avevano operato i Dragoni: «Pienamente soddisfatti della lodevole maniera colla quale il Corpo dei Carabinieri Reali ha compito finora alle gravi incumbenze di cui è incaricato, abbiamo avvisato opportuno di provvedere a che il medesimo possa in ogni parte de' nostri Stati riempire in modo uniforme le stesse funzioni». L'estensione dei compiti comportò l'esigenza di una nuova organizzazione del Corpo, il cui organico fu ampliato: 100 ufficiali, 876 sottufficiali e carabinieri a cavallo e 2.024 carabinieri a piedi, per un totale di 3.000 uomini. La riforma previde l'istituzione di una Ispezione generale (un centro direttivo al vertice del Corpo, che attraverso successive modificazioni avrebbe acquisito il ruolo di alto organo di collegamento anticipando la struttura attuale del Comando Generale), un Comando di Corpo, retto da un colonnello, e la creazione di nove Divisioni, corrispondenti ai rispettivi governi militari in cui era diviso il Regno (Torino, Savoia, Nizza, Cuneo, Alessandria, Novara, Genova, Cagliari, Sassari): ogni Divisione era formata da Compagnie (rette da capitani), da Luogotenenze (rette da luogotenenti o sottotenenti), da Suddivisioni (comandi di nuova istituzione retti da sottufficiali), e da Stazioni, il cui numero e la cui forza erano determinati in rapporto «alla popolazione e ai costumi degli abitanti». Questa suddivisione permise (nonostante l'aumento dell'organico) di mantenere l'articolazione in piccoli nuclei operativi distribuiti in modo capillare sul territorio (una caratteristica che ha sempre accompagnato la vita dell'Arma, da quasi duecento anni a questa parte).
La morte di Carlo Felice (Genova, Museo del Risorgimento)