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Nella Saar

I primi anni Trenta furono densi di impegni all’estero per gli uomini dell’Arma. Prima ancora dell’avventura etiope, alla fine del 1934, agli ordini del generale Visconti-Prasca, vennero inviati nella Saar (per controllare il regolare svolgimento del referendum indetto affinché la popolazione decidesse, tra Francia e Germania, quale fosse il Paese di elezione) un reggimento di granatieri, un battaglione di carabinieri, uno squadrone di carri veloci e il necessario treno logistico e di servizi. Il contingente partì tra il 19 e il 21 dicembre 1934 per unirsi alla Saarforce, guidata dal generale inglese Brind, comandante in capo della forza. Il 13 gennaio 1935 i carabinieri controllarono 81 seggi sui 320 di responsabilità italiana. Le quattro località (Quierschield, Firedrichsthal, Sulzbach e Dudweiler) dovevano essere sorvegliate intensamente, perché già prima teatro di gravi torbidi. La giornata del plebiscito trascorse in modo tranquillo, ma il giorno successivo, quando fu diffuso via radio l’annuncio dell’annessione alla Germania, non vi furono soltanto manifestazioni di gioia con bandiere, musica e fiaccolate, ma anche aggressioni ai fautori della neutralità o ai filofrancesi. Per fortuna, l’efficienza della Saarforce e dei suoi carabinieri permise di ristabilire la calma nel giro di quarantott’ore. Quattro giorni prima della partenza, il generale Brind si recò in visita di cortesia al battaglione carabinieri, schierato in grande uniforme. «Ovunque», disse, «ho udito per il vostro contegno parole di ammirazione e di compiacimento ed io sento il dovere di ringraziarvi per la vostra cooperazione e per avere reso il mio compito tanto gradito».