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Le missioni all'estero

un gruppo di carabinieri a cavallo, appartenente al Corpo di Spedizione Italiano in Palestina

Tra la fine della guerra e gli anni immediatamente successivi, i Carabinieri furono impegnati in delicate missioni all’estero. Il 22 agosto 1919 rientrò in Italia un contingente militare, di cui faceva parte una Compagnia di Carabinieri (composta da tre ufficiali, venti sottufficiali e ottantacinque carabinieri) che si era imbarcata a Napoli nel maggio 1917 con destinazione Porto Said, dove era chiamata a svolgere compiti di polizia militare. Nel mese di giugno la Compagnia fu trasferita a Rafa, in Palestina. Ai nostri militari fu subito assegnato il servizio di vigilanza sulla linea del Fronte e lungo la vicina ferrovia che collegava Porto Said a Giaffa. Il 29 novembre 1917, dopo la disfatta della Turchia, i Carabinieri furono concentrati a Beit-Hanun, nelle vicinanze di Gaza. Il 5 dicembre dello stesso anno fu costituita a Porto Said una Compagnia Cacciatori Italiani di Palestina, formata da italiani residenti in Egitto. Tra gli organizzatori del reparto figurava il comandante della Compagnia Carabinieri, capitano Angelo Scalfi. Nel febbraio 1918 furono inviati alla Compagnia Carabinieri altri dieci militi dell’Arma per reintegrare i caduti e i rimpatriati. In quello stesso mese il Contingente si trasferì da Beit-Hanun a Iunction, attendandosi su una collina nelle adiacenze dello scalo ferroviario, dove il Comando inglese aveva attrezzato il centro di rifornimento per le truppe. Ai Carabinieri fu affidata la vigilanza dei ponti della linea ferroviaria, oggetto di intensi bombardamenti. Il 13 maggio 1918 partì da Napoli per la Palestina un altro drappello di trenta carabinieri a cavallo, composto di quattro sottufficiali e ventisei militari di truppa. In quello stesso mese il Contingente Italiano assunse il nome ufficiale di Corpo di Spedizione Italiano in Palestina. A metà agosto il Comando del Corpo si trasferì a Giaffa, stabilendosi nelle vicinanze del quartiere ebraico: contemporaneamente la Compagnia Carabinieri fu trasferita a Ludd, dove i militari dell’Arma assunsero il servizio di guardia al parco di artiglieria inglese e ai depositi di acqua. Nel novembre successivo i Carabinieri tornarono a Giaffa, dove provvidero alla vigilianza sulla colonia tedesca di Sarona. Dopo l’agosto del 1919 restarono ancora (fino al 1° ottobre) i Carabinieri a cavallo del Comando di Porto Said, e rimase in Palestina, con sede a Gerusalemme, un nucleo di Carabinieri a piedi costituito da due ufficiali, cinque sottufficiali e trenta militari di truppa, che prese la denominazione di Distaccamento Italiano Carabinieri di Gerusalemme, alle dipendenze dell’autorità consolare italiana. Dalla fine di agosto 1919 fino al febbraio 1921, i Carabinieri, oltre che per svolgere le incombenze di polizia militare, furono impiegati per la guardia d’onore al Consolato italiano e al Santo Sepolcro (a turno con le truppe inglesi e francesi). Il nucleo fu rimpatriato il 10 marzo 1921. 
Con l’obiettivo di rinforzare le truppe italiane operanti in Siria e Palestina contro la Turchia, nell’ottobre del 1918 fu costituito un corpo di Spedizione Italiano per la Siria e la Palestina. Di esso fece parte la 166a Sezione Carabinieri. Questo reparto, composto da 30 militari al comando del tenente Tommaso Gandini, raggiunse l’isola di Rodi il 12 novembre 1918 e fu impiegato in servizi di polizia militare: fu sciolto il 12 marzo 1919. Successivamente, in seguito all’accordo di Parigi del 1920, con il quale le isole dell’Egeo, Rodi e Castelrosso (occupata nel marzo 1921) erano state promesse alla Grecia, con un governatore italiano per le due maggiori, fu creato un corpo autonomo di polizia, denominato Corpo dei Carabinieri di Rodi e Castelrosso, costituito da elementi indigeni, prevalentemente di religione ortodossa, inquadrati da sottufficiali italiani, comandati da un tenente. Il Corpo rimase in vita per poco più di un anno e nelle isole tornò a funzionare, con il suo pieno organico, la Compagnia Carabinieri Reali dell’Egeo. 

carabinieri in servizio a Costantinopoli nel 1919. Reparti dell’Arma fecero parte, nella capitale turca, della polizia internazionale che presidiava la città. Il distaccamento dell’Arma comprendeva 150 uomini

In seguito al Trattato di Sèvres con la Turchia, le potenze vincitrici inviarono a Costantinopoli contingenti delle proprie gendarmerie, con funzioni di controllo e di affiancamento della polizia turca nei tempi necessari per la sua ristrutturazione. Per rappresentare il nostro Paese fu inviato, nel febbraio del 1919, il colonnello dei Carabinieri Balduino Caprini, che ebbe l’alto incarico di presiedere il Comitato di Polizia Interalleata. L’ufficiale era affiancato da un distaccamento di carabinieri composto da un capitano, tre tenenti e centocinquanta fra sottufficiali e militari di ­truppa.

Il plotone dei Carabinieri aggiunti dell’Egeo durante una parata nell’isola di Rodi

Nel 1921, infine, su richiesta del governo della Repubblica di San Marino, il cui territorio era diventato un rifugio di ricercati, e in attesa che potesse costituirsi un corpo di gendarmeria locale, fu inviato a prestare servizio in quel territorio un reparto dell’Arma, composto di venti militari al comando di un ufficiale subalterno. Sull’uniforme grigio-verde italiana furono applicate in quell’occasione, sotto gli alamari e sulle manopole, le mostrine bianco-azzurre, che richiamavano i colori ufficiali della Repubblica del Titano. Il distaccamento, i cui uomini venivano sostituiti ogni sei mesi, cessò di funzionare nel febbraio 1936 dopo tre lustri di servizio. La Repubblica, a riconoscimento dei meriti del Reparto, concesse sessantaquattro Medaglie di benemerenza ai singoli militari e una Medaglia d’oro alla Bandiera dell’Arma.