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I compiti dell'Arma

Achille Beltrame, Carabinieri impegnati per l’interrogatorio di prigionieri austriaci catturati sul fronte del CarsoI cinquemila carabinieri che prestavano servizio nella 2a Armata svolsero una serie infinita di compiti: l’assistenza alle popolazioni in fuga; il coordinamento dei più urgenti ed indispensabili provvedimenti a protezione delle colonne in ritirata; la salvaguardia dei ponti ancora agibili, alcuni minacciati dalla piena, per assicurare il deflusso delle artiglierie pesanti campali; il contenimento di interi reparti di soldati, in parte sbandati e smarriti, altri decisi a sottrarsi al combattimento; la disciplina del deflusso dei profughi prima del brillamento delle mine per rendere impraticabile al nemico il transito su strade, ferrovie e corsi d’acqua; il recupero di materiale bellico abbandonato e la custodia di documenti militari riservati da trasferire in zone sicure; il contrasto allo sciacallaggio.

La confusione era al limite, e coinvolgeva anche il nemico. Nei giorni di  Caporetto, il generale tedesco von Berrer, comandante d’una delle grandi unità impegnate nell’offensiva, convinto che Udine fosse già saldamente presidiata dai tedeschi, che combattevano a fianco degli austro-ungarici, il 28 ottobre vi entrò con la sua automobile, sulla quale sventolava la bandiera germanica. Nella città pressoché deserta, il generale ebbe la sfortuna di imbattersi in due militari italiani che proteggevano l’ultima ritirata del nostro esercito: erano due carabinieri, che non esitarono a far fuoco, uccidendo l’alto ufficiale.