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Luigi Cadorna

LUIGI CADORNAIl padre, Raffaele, aveva comandato – nel 1870 – la spedizione militare a Roma, conclusa con la breccia di Porta Pia e la definitiva annessione di Roma nello Stato Italiano. Il figlio, Raffaele, fu il comandante del Corpo Volontari della libertà, nel 1944, e successivamente, fino al gennaio 1947, fu capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano. Generale dal 1898, Luigi Cadorna fece quasi tutta la carriera negli uffici dello Stato Maggiore, ma i suoi rapporti con il mondo politico non furono mai eccessivamente cordiali. Era un uomo di carattere chiuso, convintissimo delle proprie idee, e scarsamente incline a metterle in discussione.

Nel 1917 – prima della battaglia sull’Isonzo che si sarebbe conclusa con la ritirata di Caporetto – nutriva grande fiducia nella vittoria. La sconfitta portò al suo esonero. In realtà le sue colpe furono minori di quelle attribuitegli al momento e consolidate da una certa storiografia. La caduta del fronte russo aveva consentito agli imperi centrali di trasferire sul fronte italiano forze fresche e soverchianti, contro le quali il nostro esercito non ebbe concrete possibilità di vittoria. La ritirata di Caporetto, ordinata ed efficiente, dimostrò che Cadorna conosceva il suo mestiere. E la linea del Piave (da lui scelta) si dimostrò la più adatta per consentire alle nostre truppe di riprendere fiato e fronteggiare in modo adeguato la nuova offensiva.