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Da un secolo Fedele

Nel 1914 fu celebrato solennemente il centenario dell’Arma, costituita con le Regie Patenti del 13 luglio 1814 dal re di Sardegna Vittorio Emanuele I. La festa ebbe luogo due settimane dopo l’attentato di Sarajevo, la scintilla che avrebbe provocato la Prima guerra mondiale. Un momento decisivo per le sorti del mondo intero

cartolina celebrativa del centenario

Fu un capitano dei Carabinieri, Cenisio Fusi, a inventare il motto dell’Arma: “Nei secoli fedele”. Questo avvenne nel 1914: ricorreva il primo centenario di vita dell’Arma e si stava coniando una medaglia commemorativa. Mancava una frase da scriverci sopra, che racchiudesse il senso della nostra Istituzione. Il capitano non immaginava certo che quella frase sarebbe rimasta davvero “nei secoli”, diventando popolarissima proprio per la concisione e l’efficacia del messaggio. 
L’anniversario cadeva il 13 luglio. Due settimane prima l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria era stato ucciso in un attentato a Sarajevo. Nuvole cupe si addensavano sull’Europa (e sul mondo intero). Tutte le grandi potenze, che si preparavano alla guerra, mobilitarono le Forze Armate. In Italia, i primi chiamati a uno sforzo maggiore furono i Carabinieri. Per ragioni di ordine pubblico, per evitare che le manifestazioni degli interventisti e quelle dei neutralisti si scontrassero in piazza, e per ragioni di intelligence: occorreva rinforzare i controlli alle frontiere e acquisire informazioni sugli spostamenti militari dei Paesi confinanti. Due compiti da sempre svolti dall’Arma.  
Dieci giorni dopo la celebrazione del 13 luglio, l’Austria-Ungheria inviò il suo fatale ultimatum alla Serbia. La sfilata dei reparti dell’Arma davanti al re assumeva, quindi, un significato del tutto particolare. Per l’ultima volta i carabinieri passavano nelle loro uniformi tradizionali: di lì a un anno – appena oltre la svolta del primo secolo di vita – avrebbero indossato il grigioverde per combattere in trincea, e per farsi onore in una guerra lunga e spossante.