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I Carabinieri verso la Grande Guerra

Impegnati in Patria nel contrasto al brigantaggio, a cavallo tra Ottocento e Novecento i Carabinieri furono protagonisti anche di importanti missioni all’estero: dopo l’intervento a Creta e quello in Cina per soffocare la rivolta dei Boxers, i militari dell’Arma parteciparono con onore alla guerra di Libia, guadagnando numerose medaglie

la benedizione della bandiera concessa alla Legione Allievi Carabinieri nel 1894, lo stesso anno in cui fu dichiarato lo stato d’assedio in Lunigiana (copertina de La Tribuna Illustrata)

All’inizio di gennaio del 1894 il presidente del Consiglio Francesco Crispi chiese (e ottenne) la proclamazione dello stato d’assedio in Lunigiana. La provincia di Massa Carrara era una terra tradizionalmente sotto osservazione da parte delle autorità di governo. Lì si annidava la principale cellula anarchica italiana. E in quei giorni si dava per imminente l’arrivo di noti anarchici (come Enrico Malatesta, Antonio Bertoni e Francesco Saverio Merlino) provenienti da Londra per dare il loro appoggio ai cavatori di marmo delle Alpi Apuane in sciopero. Il Comando della Compagnia Carabinieri di Massa informò le Stazioni della zona di come a Carrara «si stiano facendo attivi maneggi per costituire un Fascio dei lavoratori a somiglianza di quelli di Sicilia e si aggiunge di più che i promotori del Fascio siano in possesso di una quantità di dinamite pronta ad essere distribuita al momento opportuno». Il 13 gennaio i timori si rivelarono fondati. «L’apprensione per il pericolo di moti anarchici in quella regione esisteva già da qualche tempo, e già i proprietari di cave e le autorità avevano preso provvedimenti e misure», scrisse un settimanale popolare. «La sera del sabato, verso le ore nove, ad Avenza, frazione del gruppo di Carrara, una turba di tre o quattrocento persone, la maggior parte armate, aveva aggredito due carabinieri, e a colpi di arma da fuoco li aveva atterrati, uno morto crivellato letteralmente di palle, e l’altro gravemente ferito e come morto. Altri carabinieri erano mossi incontro a quella turba armata, e trovati in mezzo alla strada i due compagni atterrati, non avevano tardato a far fuoco in mezzo alla turba, e uno degli assalitori rimaneva morto sul colpo, molti altri, a quanto pare, feriti. Gli aggressori, a quell’assalto impreveduto, credettero certo che si trattasse di un forte nerbo di truppa venuta da Carrara, quindi tutti si davano alla fuga precipitosa pei campi e per le viottole che li attraversavano. Nella stessa notte, una pattuglia diretta a Fossola, altra località presso Carrara, si incontrò con un’altra banda composta di un centinaio circa di tumultuanti, e la sbandarono, operando parecchi arresti. Nella mattina della domenica due carabinieri vennero pure accolti a fucilate e alla sera altri scontri avvenivano sui monti di Massa e di Carrara».