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Un compito impegnativo

Racconta Giorgio Maiocchi (Carabinieri. Due secoli di storia italiana): «I compiti che attendevano i carabinieri non erano da poco. La zona da controllare era molto vasta, c’era da tener conto delle particolari caratteristiche della popolazione indigena, la malaria di tanto in tanto colpiva anche i militari. Per avere un aiuto nel faticoso incarico, il maresciallo Cavedagni era autorizzato ad arruolare e ad istruire un gruppo di indigeni che risultassero in possesso di qualità analoghe a quelle richieste per i carabinieri. Era un primo embrione di quelli che sarebbero stati poi gli zaptié». 

La Legione di Napoli dell’Arma (dalla quale dipendeva quell’avamposto) trasmise una relazione rassicurante al Comando: «I carabinieri di Assab sono tranquilli e contenti senza punto preoccuparsi della natura di quella residenza, ove già si è determinato tra loro e la popolazione un naturale ricambio di simpatia e benevolenza». Anche in Africa, dunque, si confermava il rapporto di fiducia con la popolazione civile. 

La caserma dei Carabinieri Reali a Massaua

Maria Gabriella Pasqualini (Missioni dei Carabinieri all’estero) rileva che «non era certo facile il compito assegnato a questi pionieri: dovevano avere cautela negli approcci con la popolazione locale e particolare cura nei servizi di notte. Insomma, dovevano svolgere il proprio dovere con il massimo della professionalità, tenendo conto del fatto che si trovavano in un territorio molto diverso dalla madrepatria e avevano a che fare con popolazioni che in quel tempo venivano considerate “di indole feroce”». 
Sul finire del 1884 il governo italiano decise l’occupazione militare di Massaua, incoraggiata anche dal consenso del governo inglese. Un corpo di spedizione fu approntato rapidamente. Da Napoli partì, nel gennaio 1885, il piroscafo Gottardo, con 800 uomini dell’esercito al comando del colonnello Saletta, che appena giunto a destinazione chiamò a Massaua il maresciallo Cavedagni con due degli indigeni da lui arruolati, che svolsero il compito di interpreti. «È allora», racconta Maiocchi, «che furono organizzati i primi zaptié tratti dai basci-bozuk addetti alla polizia di quel porto prima dell’arrivo degli italiani. Nel 1887 fu costituita a Massaua la Compagnia Carabinieri d’Africa, rinforzata dai reparti di zaptié che vennero considerati parte integrante delle truppe indigene. Ebbero come distintivo una fascia di lana rossa alla cintola ed una mappa azzurra al copricapo, chiamato tarbusch, che costituiva per le popolazioni del luogo un segno esteriore ed ambitissimo di alto prestigio».

Il 1887 fu l’anno della grave sconfitta di Dogali, che convinse il governo a rinforzare il contingente militare in Africa.