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Gli zaptié

Carabinieri e zaptié (1885). In basso, da sinistra a destra: Casco coloniale, giubba da ufficiale color “bronzo chiaro”, gradi per la stessa uniforme, giubba della truppa (Giornale militare, 1889)I primi zaptié furono reclutati in Eritrea per aumentare l’organico della Compagnia Carabinieri d’Africa, composta dai carabinieri italiani presenti a Massaua a partire dal 1885. Inizialmente l’unico grado previsto tra le loro file era quello di buluk-basci, ma successivamente, con l’aumentare del loro organico, furono previsti anche il muntaz (il grado più basso) e lo sciumbasci, che era invece il più alto grado ammesso tra le truppe composte da militari indigeni. Le uniformi potevano variare nelle diverse colonie, ma generalmente comprendevano fez e fusciacca rossi e divise bianche o cachi. Gli zaptié parteciparono a numerose operazioni di guerra in Africa Orientale e in Libia nei decenni seguenti. Il corpo degli zaptié somali, uno dei più numerosi con 1.500 unità somale e 72 ufficiali italiani nel 1927, oltre a svolgere la funzione di polizia territoriale, costituiva la guardia personale del governatore. Gli zaptié si distinsero nella conquista dell’Etiopia (1935-1936) e della Somalia britannica (1940). Furono tra gli ultimi ad arrendersi nel 1941 agli inglesi nella Battaglia di Culqualber, dopo strenua e coraggiosa lotta difendendo l’Africa Orientale Italiana.