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A difesa della Patria

Figurini militari del 1817. L’ultimo a destra è un carabiniere a cavallo in tenuta di parata (Torino, Archivio di Stato)La brillante prova offerta in battaglia dai Carabinieri ebbe conseguenze importanti per il Corpo. Sei mesi dopo al Comandante Generale, Carlo Lodi di Capriglio, fu comunicata la promozione a colonnello come «distinto contrassegno della costante soddisfazione del re Vittorio Emanuele» per i servigi «resi con tanta lode e non comune intelligenza nel disimpegno degli uffizi altrettanto difficili quanto importanti» fino ad allora affidati al Corpo. Non fu casuale, sottolinea il generale Ferrara, «che una siffatta comunicazione provenisse dal Ministero della Guerra e non dalla Segreteria di Stato: in quell’anno i Carabinieri Reali avevano avuto il battesimo delle armi in un’operazione di guerra, e con onore, proprio nel primo anniversario della loro fondazione.


Francesco Gonin, Carabinieri in casermaEra dunque iniziata per il Corpo una fase che ne proiettava le funzioni istituzionali in un campo appena intuibile nelle Patenti del 13 luglio 1814, quello del Corpo come forza armata a difesa della Patria». 
Ha scritto lo storico Gianni Oliva, riassumendo il ruolo attribuito dal sovrano all’Arma: «Il Carabiniere è simbolo dell’ordine sabaudo e della sua solidità, percepito come superiore, rigido, implacabile; è il soldato da ammirare nell’eleganza della sua divisa, il custode della giustizia cui rivolgersi per riparare un torto, il gendarme da temere per la sua severità, modellato volta a volta dalla coscienza popolare secondo le esigenze del momento, ma sempre colto come braccio armato della monarchia e del potere».

Le Patenti del 1814 avevano dato vita a una Direzione generale del Buon Governo, all’interno della quale nasceva il Corpo dei Carabinieri Reali. Sei mesi più tardi, nel gennaio 1815, il Buon Governo fu affidato direttamente ai  Carabinieri, unificando le due istituzioni in un solo organismo.

Nel 1816 fu creato un Ministero di Pulizia, al fine di «staccare intieramente le attribuzioni proprie della Pulizia da ogni corpo di forza armata». Il documento (datato 15 ottobre) precisava che, mentre si davano «le necessarie provvidenze per costituire il Corpo de’ Reali Carabinieri in modo più analogo alla loro istituzione, e renderlo vieppiù vantaggioso al Pubblico», si determinava di «creare un nuovo ministero indipendente, il quale sia incaricato della pulizia di tutti i nostri Stati di terra ferma, e vegli incessantemente sopra tutto ciò che può alterare l’ordine, e la tranquillità, fissandone stabilmente i limiti, onde venga mantenuta quella costante unità e corrispondenza tra le diverse Autorità, che il servizio nostro e del Pubblico necessariamente richiede».