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Giovanni Fattori

Giovanni Fattori, AutoritrattoGiovanni Fattori fu il più prolifico fra gli illustratori delle battaglie che precedettero l’Unità d’Italia: i suoi quadri si trovano in tutti (o quasi) i musei del Risorgimento sparsi nella Penisola, e i Carabinieri furono tra i suoi soggetti preferiti. Svolse un ruolo da fotoreporter, un po’ come – cinquant’anni dopo – fece Achille Beltrame con le copertine della Domenica del Corriere durante la Prima guerra mondiale. Fattori, effettivamente, fu – tra i Macchiaioli – uno dei meno celebrati e apprezzati dai contemporanei. A cent’anni di distanza, la critica lo ha rivalutato, e il grande pubblico lo conosce più dei suoi compagni d’avventura. «Nell’addensata e ordinata struttura dei suoi ritratti come nelle calcinate comparizioni di certi suoi muri sotto il sole a picco, come nella rude e contrastata irruenza dei suoi esiti più tardi», ha scritto lo storico dell’arte Antonio Del Guercio, Fattori «ha sostanzialmente mantenuto quella qualità di tenace inseguimento d’un “vero”: sentito, certo, come qualcosa che si tratta di “trascrivere” in pittura, più che di “trasporre” in quell’altrove della forma nel quale sta la lunga ricerca dei francesi per tutto il secolo; ma in questo livello della concezione, e nelle sue prove più alte, del tutto sottratto alla subalternità del Verismo».