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La armi in dotazione

De Albertis, Carabiniere a cavallo (Milano, Civico Museo del Risorgimento)Per ciò che riguarda l’armamento, le novità più importanti furono l’adozione, nel 1886, del moschetto Wetterli e, successivamente, del moschetto modello 1891. Il Wetterli era un’arma a retrocarica che prendeva il nome dal suo inventore, il meccanico svizzero Federico Wetterli; impiegava cartucce con bossolo metallico e aveva un otturatore scorrevole con appoggio ad alette, come i modelli in adozione negli eserciti dei principali Stati europei. L’arma presentava alcuni inconvenienti dovuti alle dimensioni e al peso (circa 140 centimetri di lunghezza senza baionetta, lunga a sua volta 64, e un peso di oltre 4,3 chili), ma rispetto al precedente moschetto 1869 offriva una maggiore celerità di tiro, richiedendo solo quattro movimenti per sparare anziché i sei tradizionali. Il modello 1891 era invece un’arma a ripetizione ordinaria, con sistema di chiusura a cilindro scorrevole e sistema di alimentazione a pacchetto caricatore. Il modello era il frutto di una lunga ricerca della commissione delle armi portatili, che dapprima aveva trasformato il fucile Wetterli con l’applicazione di un serbatoio fisso centrale a caricamento multiplo, quindi aveva optato per un’arma completamente nuova, presentata dalla fabbrica d’armi di Torino. Adottato dal ministero della Guerra il 9 giugno 1893, il fucile modello 1891 rivoluzionò l’armamento individuale perché permetteva di sparare sei colpi, uno dopo l’altro, spostando semplicemente indietro e in avanti l’otturatore: le sei cartucce, tenute insieme da un caricatore, erano infatti contenute nella scatola serbatoio della stessa arma ed erano sospinte in alto da una leva. 
L’introduzione dei due modelli non fu immediata, perché la precedenza venne data ai reparti dell’esercito di linea. Il modello 1870 fu così distribuito ai carabinieri solo quindici anni più tardi, mentre il modello 1891 sostituì il precedente fra il 1897 e il 1905. Le esigenze del servizio non erano tali da richiedere una capacità di fuoco immediatamente aggiornata recependo con tempestività l’evoluzione tecnologica.