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Giacomo Acqua

luogotenente dei Carabinieri Giacomo Acqua«Entrati oggi alle ore 10 ant. a Roma, dopo un combattimento di cinque ore. Ti scrivo, dunque sono vivo e sto bene. Abbiamo avuto poche perdite, ma dolorose. Noi siamo entrati dalla breccia aperta in vicinanza di Porta Salaria dalle nostre artiglierie. Saluta mio padre e la tua famiglia. Tuo Giacomo». È forse la prima lettera partita da Roma italiana. Porta la data del 20 settembre 1870. A scriverla è il luogotenente dei Carabinieri Giacomo Acqua, che la indirizza alla moglie Rosa, a Jesi. Valoroso combattente nella dura lotta al brigantaggio, Acqua non si era mostrato meno deciso in questa circostanza. Addetto a una delle divisioni comandate ad investire Roma, era stato fra i primissimi a penetrare per la breccia di Porta Pia, al seguito del generale Cosenz. Il 22 febbraio 1874 Giacomo Acqua, allora comandante della sezione di Tivoli, cadde in un conflitto a fuoco con alcuni fuorilegge a bordo di un treno; colpito da una fucilata all’addome, morì all’istante presso Genazzano. Per il valoroso atto, gli fu concessa la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Alla sua memoria è intitolata la caserma dei Carabinieri di piazza del Popolo, a Roma.