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La festa a Firenze

Corazza ed elmo dei Corazzieri adottati dopo quelli utilizzati per il matrimonio fra il principe ereditario e Margherita di SavoiaIl 7 febbraio 1868 furono concentrati a Firenze, in risposta alla circolare diramata dal comandante generale, 80 carabinieri (che rispondevano ai requisiti richiesti) provenienti dalle Legioni di Firenze, Bologna e Milano. L’esordio pubblico dello Squadrone avvenne il 20 apri­le: si formò il fastoso corteo che diede inizio ai festeggiamenti fiorentini in onore degli augusti sposi Umberto e Margheri­ta di Savoia. A Firenze, per l’occasione, arriva­rono circa 100mila persone: alber­ghi, pensio­ni e locande registrarono il tutto esaurito. Gran parte della gente trascorse la notte nel parco delle Cascine, dormendo all’aperto. Un giornalista, Ugo Pesci, raccontò: «Dal vecchio Piemonte, moltissimi avevano preceduto o seguito gli sposi; i veneti erano venuti giù a frotte; non mancavano i napoletani, gli abitanti degli Abruzzi, delle Puglie e delle Calabrie; né i sardi; né i siciliani, che avevano per Firenze capitale una speciale predilezione. La popolazione della capi­tale, raddoppiata di numero, pareva avesse dimenticato tutte le umane miserie. I dialetti d’Italia, tanto differenti tra loro, quasi sopraffacevano il parlar fiorentino: ma erano tutti concordi nel fare eco alle nostre donne del popolo quando, vedendo la principessa, esclamavano: “Come l’è bellina!”, “Quanto l’è carina!”. Roma aveva mandato i suoi auguri a mezzo di una deputazio­ne di emigrati alla testa della quale era il vecchio duca Lante di Montefeltro».
«Alla sua prima costituzione», ricorda Giorgio Maiocchi (Carabinieri. Due secoli di storia italiana), «l’organico prevedeva un capitano comandante, quattro ufficiali, nove sottufficiali, sessantanove carabinieri e cinquanta cavalli (un po’ pochi: nel 1870 saranno portati a settanta). Il reparto tardò un poco ad avere una sua definizione precisa. Dapprima i suoi componenti furono chiamati semplicemente “Corazzieri”; poi “Guardie d’onore di Sua Maestà”; poi “Carabinieri reali guardie del corpo di Sua Maestà”; poi “Drappello guardie di Sua Maestà”; e infine “Carabinieri guardie del re”: denominazione, quest’ultima, che rimase finché rimase la monarchia e poi venne sostituita da quella di “Carabinieri guardie del presidente della Repubblica”». 
Già nel 1869 si sentì la necessità di modificare l’organico, che passò ad essere costituito da un capitano, quattro ufficiali, dodici sottufficiali e ottantotto carabinieri. Ormai i “corazzieri” – così la gente aveva imparato a chiamarli – avevano una loro stabile consistenza. Un regio decreto, il 7 gennaio 1870, trasferì definitivamente al nuovo squadrone le funzioni precedentemente svolte dalle “Guardie reali di Palazzo”.