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Caprera

Casa di Garibaldi a CapreraQuando poté chiedere la carta d’identità del nuovo Regno d’Italia, racconta Nicola Fano (Garibaldi. L’illusione italiana), Garibaldi, «alla voce professione, fece scrivere Agricoltore. Attività che effettivamente egli svolse, a Caprera. Dove via via aveva costruito nuovi edifici e nuove stanze. E forni e stalle e strade e un mulino; tutto l’occorrente per farne una mini-repubbica autonoma o – come gli accadrà sempre più spesso dal 1862 in poi – un confortevole luogo di auto-esilio». Un’intellettuale russa (Aleksandra Toliverova, che nel 1872 andò a fargli visita nell’isola) così descrisse la casa: «Il salotto era semplice come lui, forse ancora di più. Vi si trovavano una quindicina di sedie sgangherate ed una decina di sgabelli bianchi. All’ingresso, vidi un camino con su un busto di Dante, una caffettiera e una ciotola di metallo. Sul camino era appesa una fotografia del battello Piemonte, su cui avevamo viaggiato noi e con il quale Garibaldi aveva conquistato la Sicilia; accanto a questa foto ve n’era un’altra, con il monumento di Alfieri».