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Riconoscimenti al valore

Custoza non fu l’ultimo scontro a fuoco nella guerra. Giorgio Maiocchi (Carabinieri - Due secoli di storia italiana) ricorda che a Borgoforte sul Po (l’estremità meridionale dello schieramento affidato a La Marmora), il 17 luglio, morì il tenente dei Carabinieri Domenico Montanari che, pochi giorni prima, si era meritato una Medaglia d’argento «pel coraggio e sangue freddo di cui si mostrò dotato, rimanendo impavido esposto al fuoco il 5 luglio 1866». La relazione della 4a Divisione (alla quale era addetto) raccontò che il 17 luglio, «mentre con eroica abnegazione in mezzo a fitta pioggia di granate nemiche si adoperava ad estinguere l’incendio di una tettoia, cadde sepolto sotto il tetto fatto crollare da una bomba».

Alessandro Degai, due Ufficiali in grande montura del 1864, Ufficiale in montura ordinaria 1864, Maresciallo a cavallo in montura 1864

Al Corpo dei Volontari garibaldini era addetto Andrea Raffo, un altro tenente dell’Arma, al comando di un drappello di uomini della Benemerita. Il 23 luglio (due giorni dopo la battaglia della Bezzecca) ci fu uno scontro a fuoco a Levico. Prima di attaccare le posizioni nemiche, il generale Medici mandò in esplorazione verso il paese un reparto di cavalleggeri di Monferrato. A questo era aggregato il drappello di Raffo. «La ricognizione ottiene lo scopo prefisso», scrive Maiocchi, «benché il reparto sia accolto da scariche di fucileria presso la Madonnina. Nel corso dell’azione il tenente Raffo viene ferito». Fu insignito di Medaglia d’argento, con questa motivazione: «Oltre ad essersi distinto per coraggio e sangue freddo nei combattimenti di Primolano e Borgo, si unì al capitano Lussago nella ricognizione sotto Levico, dove rimase gravemente ferito da un colpo d’arma da fuoco nella gamba sinistra». Prima di allora i carabinieri che affiancavano i Cacciatori delle Alpi avevano assaltato con decisione le forti posizioni nemiche di Monte Suello (il 3 luglio). Il giorno successivo i militi e i volontari avevano difeso con coraggio la stretta Incudine di Edolo da una controffensiva austriaca. Anche alla Bezzecca i carabinieri assolsero brillantemente i compiti loro affidati. Al termine della campagna il capitano Cavaradossi di Thoet ottenne la Medaglia d’argento al valor militare e ricevette da Garibaldi questo messag­gio: «Signor Capitano Cavaradossi, accogliete una parola di lode per il magnifico contegno da voi tenuto presso i corpi volontari per tutta la campagna del ’66, e graditela come ben meritata da voi e dai vostri subordinati». 
L’avanzata di Garibaldi fu poi bloccata dal telegramma di La Marmora che gli intimava di sospendere le ostilità. Il 9 agosto l’Eroe rispose: «Obbedisco». Tre giorni dopo fu firmato l’armistizio a Cormons. Il 3 ottobre la pace di Vienna pose ufficiamente fine alla guerra.