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Sannazzaro di Giarole

Edoardo Sannazzaro di GiarolePer sedare la rivolta del 1866 risultò determinante (oltre al fermo intervento del sindaco di Palermo di Rudinì) l’opera del colonnello dei Carabinieri reali Edoardo Sannazzaro di Giarole. Dal suo posto di comando nel Palazzo Reale, egli tenne i collegamenti con le stazioni fuori città, fece arrivare i primi rinforzi, rinsaldò i nuclei di resistenza. A nulla sarebbe valso un buon comandante se i subordinati non fossero stati all’altezza del compito loro affidato: i quadri di Sannazzaro dimostrarono in pieno il loro valore. Per tutta la giornata del 17 settembre la tenenza della Marina fu sottoposta agli attacchi delle bande di irregolari. Con appena 41 militi, il tenente Lamponi tenne testa per ore a centinaia di nemici armati. Poiché i ribelli erano ben protetti da barricate e muretti costruiti apposta, Lamponi decise di caricare all’arma bianca. Dette ordine ai suoi carabinieri di inastare la baionetta e di lanciarsi sulle barricate. I ribelli furono costretti a ritirarsi. Nella zona della Marina si distinse il sottotenente Ercole Fagnani: nel giorno della rivolta, a Palermo, alla testa di 22 bersaglieri, mise in fuga con un assalto alla baionetta un nutrito gruppo di facinorosi.