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Luigi Chiavone

Luigi ChiavoneLuigi Alonzi, di professione guardaboschi, conosciuto da tutti come Chiavone fu «il più estroso tra i briganti» (così lo definisce Giordano Bruno Guerri ne Il sangue del Sud). Indossava un’uniforme da generale, con i galloni d’oro. I suoi uomini andavano in giro in uniformi francesi o borboniche, acquistate nei mercati di Roma. Nipote di un brigante che aveva combattuto al fianco di Fra’ Diavolo alla fine del Settecento, aveva ben chiara la propria missione: «La mia idea è cacciare il piemontese, marciare 
su Torino, e restaurare Francesco II, al posto di Vittorio Emanuele II». Alla fine del 1860, conquistò la cittadina di Sora, in Ciociaria, presidiata da una guarnigione piemontese. Quando giunsero i rinforzi, si rifugiò nello Stato Pontificio. Provò a riprendersela un anno dopo, ma i piemontesi avevano rinforzato le difese. 
Si autoproclamò Comandante di tutte le truppe del re delle Due Sicilie. 
Nel 1862 fu fucilato dai borbonici, invidiosi del suo fascino.