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Carmine Crocco

Carmine CroccoCarmine Donatelli si mise al servizio di Francesco II, come Chiavone. Anche lui si dette un nome di battaglia: Crocco. Nel settembre 1861 strinse alleanza con un ufficiale catalano, José Borjes, accorso nel Meridione d’Italia proprio per combattere al servizio della restaurazione borbonica. I due misero insieme un esercito di 1.200 uomini con i quali attaccarono la città di Potenza. Erano in troppi per porre in atto azioni di guerriglia. Si scontrarono in campo aperto con l’esercito piemontese e furono sgominati. L’8 dicembre 1861 Borjes fu intercettato nel paese di Scurgola da una pattuglia di bersaglieri, allertata da uomini della Benemerita, e fucilato. Crocco, scampato fortunosamente alla distruzione della sua banda, continuò ad operare fino al 1864, quando si ritirò al sicuro a Roma. Dopo anni di latitanza, l’ingresso a Roma delle truppe italiane non gli lasciò scampo. Processato, fu condannato a morte (pena commutata nell’ergastolo) accusato di 62 omicidi consumati, 13 tentati omicidi, 1.200.000 lire di danni bellici e altri crimini come grassazioni ed estorsioni.