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Organo collegiale


Un carabiniere a cavallo guida una pattuglia di cavalleria

L’articolo 1 del decreto prevedeva la costituzione di «quattordici Legioni, di cui tredici territoriali, annoverati nelle medesime i Carabinieri di Napoli, di Sardegna e di Sicilia, ed una Allievi». Le 13 Legioni territoriali vennero indicate con numero progressivo nel seguente ordine: 1a Torino, 2a Genova, 3a Cagliari, 4a Milano, 5a Bologna, 6a Firenze, 7a Napoli, 8a Chieti, 9a Bari, 10a Salerno, 11a Catanzaro, 12a Palermo, 13a Ancona, e una Legione Allievi (denominata 14a). Dalle Legioni dipendevano 38 divisioni, 100 compagnie, 174 luogotenenze e 2.199 stazioni, rispettivamente rette da maggiori, capitani, luogotenenti e marescialli d’alloggio o brigadieri. In questo modo la capillare distribuzione sul territorio, che era stata caratteristica dei carabinieri di Sardegna, veniva conservata anche con l’allargamento del Corpo a tutta l’area del nuovo Stato. L’articolo 2 introduceva una figura nuova nella composizione del Comitato, quella del segretario, che corrispondeva, quanto a funzioni, a quella del Capo di Stato Maggiore, sempre esistita, ma mai riconosciuta con un decreto. Il segretario, incaricato di  redigere il verbale delle riunioni del Comitato, diventava in tal modo «depositario ed interprete» dell’orientamento del nuovo ente collegiale.
Il primo a ricoprire questo delicatissimo incarico fu il tenente colonnello Emanuele Veggi.