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Il ruolo di Manfredo Fanti

Promotore della riforma fu il ministro della Guerra, Manfredo Fanti, che lavorò sul progetto per parecchi mesi. Nel giugno del 1860, per definire la nuova fisionomia che avrebbe dovuto assumere l’Arma, scrisse: «Sebbene la legge del 1822 abbia fatto ottima prova, tuttavia non è men vero che contiene disposizioni in dissonanza cogli ordini presenti e altre andate ormai in dissuetudine. Sembrerebbe perciò il caso di studiare una legge nuova per tutto lo Stato che, conservando dell’antico tutto ciò che i tempi consentono e l’esperienza ha dimostrato utile, ne rimovesse le altre parti divenute meno appropriate e convenienti, e vi aggiungesse quelle modificazioni che le mutate condizioni dello Stato potessero per avventura consigliare».

Quinto Cenni, le uniformi militari Regno d'Italia

La conferma al vertice dell’Istituzione del generale Federico Costanzo di Lovera offriva, viceversa, la garanzia della necessaria continuità operativa dell’Arma. «C’erano le basi», scrive Maiocchi, «perché si potesse rendere operante un più agile e dinamico impiego dei reparti, evitando ogni motivo di incomprensione fra i militari delle diverse gendarmerie e corpi armati appena inseriti nell’Arma, che avrebbero potuto mal sopportare la dipendenza da comandanti estranei e sconosciuti». Il decreto stabilì che sarebbe stato «principale dovere del Comitato di fare le disposizioni che crederà necessarie per dare un eguale impulso al servizio di tutte le legioni». 

Quinto Cenni, L'armata piemontese nella Seconda guerra d'indipendenza
 
Fin dai giorni immediatamente successivi alla proclamazione dell’Unità nazionale il governo (e l’Arma dei Carabinieri) si trovarono ad affrontare un problema gravissimo: il brigantaggio nel Meridione. La suddivisione in legioni (dotate anche di una certa autonomia funzionale) apparve indispensabile per garantire l’ordine pubblico nel Mezzogiorno. La Legione di Napoli si era formata il 23 ottobre 1860, quando il maggiore generale Arnulfi arrivò nella città con ufficiali e truppa per tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica nelle province già appartenenti al dominio borbonico. Quella di Palermo fu istituita il 6 marzo 1861. Ma anche dove le legioni non erano ancora costituite (quella di Salerno fu operante a partire dal 1° luglio 1861 e fu impiegata per reprimere il brigantaggio nei territori della Basilicata; quella di Catanzaro fu istituita il 10 luglio 1861, incorporò il 19 novembre 1868 i militari e il territorio della disciolta Legione di Salerno e la sua giurisdizione, oltre alle province delle tre Calabrie, si divise con quella di Salerno il compito di intervenire in Basilicata). 
La prima grande ribellione si verificò proprio in Basilicata poche settimane dopo l’Unità, ma si estese rapidamente nelle altre province del Sud. Centinaia di bande misero in pericolo l’autorità del nuovo Stato, creando una situazione di gravissimo pericolo per l’ordine pubblico.