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Leopoldo II

Pietro Benvenuti, ritratto di Leopoldo IIIl 27 aprile 1859 (il giorno stesso in cui giunsero in Italia le prime truppe francesi per combattere al fianco dei piemontesi nella Seconda guerra d’indipendenza) Leopoldo II d’Asburgo Lorena, granduca di Toscana dal 1824, abbandonò Firenze per rifugiarsi a Bologna. Immediatamente dopo si costituì un governo 
provvisorio che, quattro giorni più tardi, trasmise tutti i propri poteri al regio commissario sardo Carlo Boncompagni di Mombello. Leopoldo non era stato un tiranno, e si era fatto a lungo benvolere dai propri sudditi. È significativo il fatto che il granducato rimase estraneo sia ai moti del 1821 che a quelli di dieci anni più tardi. Molti intellettuali (come Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni e Niccolò Tommaseo) trovarono asilo in Toscana. Nel 1848 Leopoldo concesse la Costituzione e inviò un piccolo esercito (rinforzato da un gruppo di volontari) a combattere al fianco dei piemontesi nella Prima guerra d’indipendenza. Le sconfitte sul campo e le pressioni austriache lo indussero prima a un volontario esilio, e poi (una volta rientrato a Firenze) ad abolire la Costituzione.