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Filippo Ollandini

Filippo OllandiniUno degli ufficiali dei Carabinieri più apprezzati da Cavour era il maggiore Filippo Ollandini, che il governo piemontese inviò a Firenze nel giugno del 1859 (con il grado di colonnello) con l’incarico di assumere il comando della Gendarmeria toscana «e ridurla a Carabinieri» (come scrisse un giornale dell’epoca). Si racconta che, in un colloquio con Cavour, Ollandini domandò se il suo compito fosse quello di formare una legione per un nuovo granduca: in tal caso, avrebbe declinato l’incarico, perché lui voleva servire unicamente il proprio re.

«Voi non m’avete inteso», replicò Cavour: «è per formare l’unificazione d’Italia». Nel giro di poche settimane Ollandini riorganizzò la Gendarmeria sul modello dei Carabinieri. L’organico iniziale del corpo fu di sessanta ufficiali e duemila sottufficiali e truppa. Nel marzo 1860, quando Bettino Ricasoli si recò a Torino per comunicare al re il risultato del referendum con il quale i cittadini toscani si erano dichiarati favorevoli all’annessione al regno di Sardegna, si fece accompagnare da Ollandini, che gli porse il bacile d’argento (con le schede del plebiscito) da presentare al re Vittorio Emanuele.