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Nascono i Corazzieri-Verso Roma Capitale

NASCONO I CORAZZIERI

La carica di Pastrengo del 1848, oltre al suo significato strettamente militare, dimostrò anche come la scorta al Sovrano fosse fin d’allora affidata ai Carabinieri e come questi fossero ritenuti ben degni di assolvere i compiti speciali sin qui riservati alla Guardia.

Stampa 'Corazzieri' di Quinto CenniPeraltro, già nell’aprile 1842, in occasione del torneo svoltosi a Torino per solennizzare le nozze del Duca di Savoia Vittorio Emanuele con Maria Adelaide di Lorena, era stato costituito, per la scorta d’onore, uno
speciale Squadrone di Carabinieri Reali a cavallo, che venne poi disciolto a cessata esigenza.

Il 7 febbraio 1868, per ordine del Ministero della Guerra, vennero concentrati in Firenze 80 Carabinieri a cavallo, destinati come scorta d’onore al corteo reale che doveva formarsi allorquando la Principessa Margherita di Savoia, andando sposa al Principe Umberto, sarebbe entrata solennemente in città. I Carabinieri, nella circostanza, indossarono elmi e corazze che già erano stati impiegati in occasione delle nozze del Duca di Savoia.

Corazza mod. 1868Questa volta, però lo Squadrone formatosi in Firenze non venne subito dopo sciolto; fu invece destinato alla guardia degli appartamenti reali ed alla scorta d’onore alla persona del Re. Alla sua prima costituzione, l’organico prevedeva un Capitano comandante, 4 ufficiali, 9 sottufficiali e 69 carabinieri.

Tale reparto assunse, in breve volgere di tempo, varie denominazioni: “Corazzieri”, “Guardie d’onore di
S.M.”, “Carabinieri Reali Guardie del Corpo di S.M.”, “Drappello Guardie di S.M.”, “Carabinieri Guardie del Re”, nome questo che rimase sino a che durò la Monarchia.

Quando la Real Casa, nel 1871, si trasferì da Firenze a Roma, la seguì un distaccamento di Carabinieri Guardie del Re al comando di un ufficiale subalterno.

Formatasi la Legione Carabinieri di Roma, lo Squadrone passò a far parte della medesima e fu così riunito tutto nella Capitale, che ne divenne da allora la sede naturale. Caduta la Monarchia, i Carabinieri hanno continuato a garantire la scorta e guardia d’onore al Presidente della Repubblica, assumendo di recente la denominazione ufficiale di “ Reggimento Corazzieri”.


VERSO ROMA CAPITALE

Una pagina poco nota della storia dell’Italia appena unificata – e molto importante anche per l’Arma – fu scritta nel 1866 con la rivolta del “sette e mezzo”, così detta dalla durata della sommossa che interessò Palermo e la Sicilia Occidentale. Il 15 settembre 1866, favorita anche dalla repulsione popolare per le pesanti norme imposte dal nuovo potere, le prime bande armate comparvero sulle montagne dominanti Palermo ed a centinai i ribelli calarono nei quartieri popolari.

C’era di tutto: evasi, disertori, ex impiegati borbonici, ecclesiastici espropriati ed anche mazziniani, saldati da un sordo odio antistatale. La “guerriglia” di Palermo poi si estese a Monreale, quindi a macchia d’olio a Misilmeri, Villabate, Bagheria.

Luogotenente Giacomo AcquaLa lotta fu cruenta e solo il 19 settembre, ripresesi dalla sorpresa, le forze dell’ordine passarono al contrattacco soffocando la rivolta; ma i Carabinieri, che più degli altri avevano subito il furore dei malintenzionati fino all’arrivo di un Corpo di spedizione, lasciarono sul terreno oltre 50 Caduti.

Ormai, però, l’obiettivo dell’unificazione di tutta la Penisola veniva perseguito senza sosta: all’alba del 20 settembre del 1870 le batterie d’artiglieria italiane batterono le mura di Roma e alle 9.45 si aprì il varco di Porta Pia. Quindici minuti dopo i Bersaglieri irruppero nella breccia: mescolate tra le truppe da assalto, entravano alla spicciolata anche le lucerne dei Carabinieri.

Ma il vero lavoro dell’Arma cominciò subito dopo l’entrata in Roma: in una settimana vennero eseguiti 192 arresti ed evacuati almeno 10.000 militari avversari.

Appena dopo 12 giorni i CC.RR. furono chiamati ad organizzare la sorveglianza del plebiscito di annessione al Regno d’Italia: grazie alla loro opera le votazioni si svolsero senza incidenti. Nei tre anni successivi i Carabinieri furono in prima fila nella soluzione di tutti i problemi di polizia legati al trasferimento delle Istituzioni in una Capitale che si stava completamente ristrutturando.

Dopo che il Sovrano e la sua corte si insediarono nel Quirinale e dopo che anche il Parlamento si trasferì nella nuova e definitiva Capitale, venne ufficialmente creata, il 10 gennaio 1874, la Legione di Roma.

Il 30 settembre 1873, intanto, il Corpo dei Carabinieri Reali diventò ufficialmente “Arma dei Carabinieri Reali”.