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I Guerra d’Indipendenza e Pastrengo-La Missione in Crimea

LA I GUERRA D’INDIPENDENZA E LA CARICA DI PASTRENGO

Frattanto, il 23 febbraio 1832, sul cappello del Carabiniere apparve per la prima volta la granata con fiamma: diventerà uno dei simboli più caratterizzanti dell’Istituzione.

La carica di PastrengoSubito dopo, il 25 giugno 1833, i Carabinieri adottarono il pennacchio rosso-blu, a piume corte per sottufficiali e militari di truppa, a piume lunghe e ricadenti a “salice piangente” per gli ufficiali. Ma gli anni ’40 del XIX secolo saranno indimenticabili per il nuovo vento di libertà, indipendenza ed uguaglianza che attraversava tutta l’Europa, e con essa il Regno di Sardegna: l’8 febbraio 1848 Re Carlo Alberto aveva proclamato lo Statuto, la prima Carta costituzionale italiana (rimase vigente per un secolo), certamente ancora limitata per quanto riguardava i diritti del popolo e quelli individuali, ma certamente tale da porre le basi per un tremendo contrasto con l’Impero Asburgico, difensore dello status quo stabilito con la Restaurazione: e fu subito guerra!


Per la prima volta l’Armata Sarda adottò il tricolore in una guerra che non fu solo per l’indipendenza, ma anche per difendere i nuovi ideali contro un nemico enormemente più forte. Venne disposta la mobilitazione di 434 carabinieri a cavallo, ordinati in tre squadroni e tre mezzi squadroni.

I tre squadroni di guerra costituirono un Corpo di cavalleria di riserva al servizio diretto del Re, con la possibilità di essere impiegati in combattimento.

Tunica da ufficiale periodo risorgimentaleLa loro importanza risultò chiara nell’episodio di Pastrengo del 30 aprile 1848: Re Carlo Alberto si era esposto troppo al fuoco avversario e rischiava di essere catturato da fucilieri austriaci. Il comandante degli squadroni, Maggiore Negri di Sanfront, non esitò un attimo a far scattare la carica: l’irruente ed inarrestabile impeto dei Carabinieri non solo valse la salvezza del Re, ma elettrizzò talmente l’Armata Sarda che la giornata poté concludersi con una meravigliosa vittoria.

La Bandiera di Guerra dell’Arma Carabinieri verrà decorata con una Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Sempre nel corso della I Guerra d’Indipendenza i Carabinieri ebbero modo di distinguersi a Verona, alle gole di Staffalo, sulle alture di Sommacampagna, a Milano e Peschiera, guadagnando alla Bandiera altre due Medaglie di Bronzo al V.M..


LA MISSIONE IN CRIMEA (1855)

L’esito della I guerra d’Indipendenza fu, però, nefasto e lasciò il Regno di Sardegna in uno stato di profonda prostrazione, mentre rimasero vivissime le simpatie per i patrioti che continuarono la loro lotta e le rivolte si moltiplicarono; in tale contesto, assunse il carattere di grande pericolo l’arrivo in Liguria del Generale Giuseppe Garibaldi, reduce dell’eroica e sfortunata impresa romana.

Pistola da Carabiniere 1847Toccherà ai Carabinieri il compito di arrestare l’Eroe dei due Mondi per evitare il degenerare di una situazione già esplosiva: il 5 settembre 1849, a Chiavari, il Capitano Basso riuscì a farsi seguire da Garibaldi, a dire il vero soprattutto grazie alla collaborazione dello stesso Generale che calmerà gli animi degli scalmanati ormai decisi alla rivolta. Non sarà l’ultima volta che i Carabinieri incontreranno Garibaldi e saranno numerose le altre occasioni in cui i militari dell’Arma faranno il proprio dovere anche quando ciò comporterà loro impopolarità e contestazioni.

Il Capitano Emanuele TrottiNel 1855 il Corpo dei Carabinieri avrà modo di esprimere il proprio valore anche fuori dai confini nazionali, nella guerra tra Russia e Turchia per il possesso del Bosforo; il conflitto era iniziato l’anno precedente con Francia e Inghilterra alleate dell’impero Ottomano.

Cavour, con la lungimiranza politica che gli è giustamente riconosciuta, inviò a fianco delle potenze occidentali un Corpo di Spedizione Sardo che il 9 maggio 1855 sbarcò a Balaklava; di questo faceva parte un distaccamento di 70 carabinieri, al comando del capitano Emanuele Trotti, che si distinguerà nell’agosto successivo, durante la battaglia della Cernaia, nella difesa dalle colonne russe di un caposaldo detto “la Rocca dei Piemontesi”.

Per il resto della campagna i Carabinieri svolsero una preziosa e capillare opera di scorta, guida, polizia civile e militare, nonché di soccorso ai colpiti dall’epidemia di colera, che contribuirà ad infoltire il loro invidiabile medagliere: 4 medaglie militari ottomane, 4 francesi, 37 “di Crimea” inglesi, 27 “di Crimea” Sarde.

In Patria la vittoria della Cernaia e nella guerra di Crimea rappresentò un riscatto dall’onta di Custoza e di Novara ed una spinta ad assumere un ruolo più attivo nella politica internazionale.