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Non tutti sanno che...

TERREMOTO CASAMICCIOLA

Terremoto nell'isola di Ischia . L'ameno centro di Casamicciola subì i danni più gravi.Nella notte sul 28 luglio 1883 si verificò a Casamicciola (Napoli) un tremendo movimento tellurico che provocò gravi lutti e rovine in quel territorio. Alle ore 0.50 della stessa notte il comandante della locale Stazione Carabinieri ne diede notizia al Comandante Generale dell'Arma con questo telegramma: "Immensa sventura terremoto distrutta Casamicciola".

Poco dopo, alle ore 2.30, il comandante la Legione Carabinieri di Napoli, colonnello Carlo Marietti, telegrafò al Comando Generale: "Forte scossa terremoto Casamicciola dicesi distrutta sto provvedendo invio Carabinieri".

Nel primo rapporto inviato la sera del giorno seguente al Comandante Generale dell'Arma, tenente generale Leonardo Roissard de Bellet, il colonnello Marietti comunicò di avere subito inviato nella zona - dove il Prefetto aveva disposto l'arrivo di soccorsi e di truppe - i capitani dei Carabinieri Giovanni Bonu e Stefano Ryk con altri 35 militari dell'Arma.

Nell'opera dì assistenza alle vittime tutti i soccorritori si prodigarono con alacrità e grande spirito di sacrificio.
Lo slancio dei Carabinieri trovò risalto, tra altri riconoscimenti, nei due documenti che seguono:
"Giunta Municipale di Casamicciola    , dì 21 novembre l883'
Conferimento di cittadinanza
Signor Bonu cav. Giovanni - Capitano dei Reali Carabinieri
Che col coraggio del prode e l'abnegazione ed operosità di cuore Italiano nella notte ferale del 28 luglio 1883 accorse sulla terra sventurata, cimentando la vita in soccorso dei superstiti dando esempio di filantropia e generosità al mondo incivilito.
Il Municipio
plaudendo al magnanimo, in attestato di sentita riconoscenza, lo ascrisse tra i cittadini di Casamicciola nel 21 novembre 1883
"

Dal Giornale "Il Popolo Romano" n. 219 di giovedì 9-10 agosto 1883 - pag. 3.

QUEL CHE FANNO I CARABINIERI

"Andrea Schenardi, ispettore forestale del dipartimento di Chieti, manda ai giornali la narrazione del salvataggio di sua moglie a Casamicciola; egli intende, tramite il giornale, render grazie a coloro cui deve la salvezza della sua povera moglie. In questa narrazione c'é il seguente brano che riproduciamo ad onore di un prode:
«Aumentando di coraggio e di forza, i carabinieri Frigo e Battaglini poterono scoprire un braccio e la testa di mia moglie, ma il corpo era tanto incastrato tra le pietre che era impossibile compiere il salvataggio. Chiesto soccorso ad altri operai, questi si negarono, anzi suggerirono di abbandonare l'ardua impresa, ma il carabiniere Frigo rispose: "A costo di tutta l'anima mia questa donna dev'essere salva". Gli altri due imitarono il compagno e compierono da soli la santa opera».
Capite che cosa fanno i carabinieri esposti così di frequente alle ingiurie della canaglia?
".