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Non tutti sanno che...

SOMALIA (I Carabinieri in)

Alla presenza del ten. colonnello dei Carabinieri Alfredo Arnera il Reggente dell'Amministrazione consegna la bandiera somala delle Forze di Polizia al deputato Aden Abdulla, Presidente dell'Assemblea Legislativa  (Mogadiscio, 1957).Prima di divenire per accordi politici nostro possedimento, la Somalia (600.000 kmq.) era stata esplorata da molti nostri pionieri (tra essi Ferrandi, Robecchi, Cecchi, Ginori, Ruspoli e Bottego), taluni dei quali caddero vittime delle imboscate delle tribù locali diffidenti ed ostili. Il 28 maggio 1885 venne stipulato il primo trattato di commercio fra l'Italia ed il Sultano di Zanzibar, ma fu solo nel febbraio 1889 che l'amministrazione italiana pose piede in Somalia attraverso gli accordi pacifici stretti con i sultani della Migiurtinia e di Obbia, desiderosi del nostro protettorato. Seguì la convenzione dei 12 agosto 1892, con la quale il sultano di Zanzibar cedette in fitto all'Italia gli approdi di Uaracek, Mogadiscio, Merca e Brava, che il nostro governo affidò in gestione alla "Compagnia Filonardi" poi divenuta "Società Anonima Commerciale Italiana del Benadir".

Quando nel 1908 quest'ultima diede inizio ad un vero programma di colonizzazione, le fu imposto di provvedere, con l'assunzione di 600 guardie indigene, ad ogni esigenza di sicurezza e di polizia, ma la palese inefficienza di questi "ascari di polizia" determinò nello stesso anno l'invio in Somalia del capitano dei Carabinieri Cesare Oddone e di un nucleo di sottufficiali per organizzarvi, attraverso la selezione e l'addestramento degli ascari, un "corpo di polizia" che venne posto alle dipendenze dei Governatore destinatovi pochi mesi prima dal nostro Governo.
Il 5 aprile 1908 la colonia del Benadir prese il nome di Somalia Italiana (che solamente nel luglio 1924 s'integrò del territorio d'Oltre Giuba). Con R.D. del 4 luglio 1910 il Corpo di Polizia della Somalia fu posto anche alle dipendenze del Comando Truppe della colonia per quanto aveva riguardo all'amministrazione della disciplina.
Nel dicembre 1923 l'organismo assunse la denominazione di "Corpo Zaptié della Somalia". Al nuovo nome corrispose adeguato ordinamento che ne sottolineava la diretta appartenenza all'Arma dei Carabinieri, e perciò la caratteristica esclusivamente militare ed istituzionale.

In seguito alla cessione all'Italia dell'Oltre Giuba da parte dell'Inghilterra, apposito corpo di spedizione fu costituito per prendere possesso dei nuovi territori: ne fece parte una Compagnia dell'Arma al comando di un capitano, forte di 140 militari, mentre un plotone misto zaptiè veniva contemporaneamente destinato ai servizi di guardia e scorta dei nostro Alto Commissario. Tale contingente alimentò la "Compagnia Carabinieri della Somalia" costituita nel 1933 ed elevata a Divisione nel 1935. Al termine delle operazioni militari avvenute nell'Africa Orientale Italiana durante la 2^ Guerra Mondiale, nella Somalia le truppe inglesi occupanti costituirono la "Somalia Police Force". Il 1° aprile 1950, per mandato dell'O.N.U. ebbe inizio - in quella ch'era stata la nostra seconda colonia - l'Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia (A.F.I.S.) con il compito di curare - sostituendo l'amministrazione britannica - il progresso politico, economico, sociale e culturale delle popolazioni somale per condurle alla piena indipendenza e sovranità nell'arco di 10 anni.
Facevano parte dell'AFIS il Corpo di Sicurezza ed il Gruppo Carabinieri della Somalia, che dovevano sostituire "uomo a uomo" le forze militari e di polizia britanniche.
Al Gruppo Carabinieri della Somalia era affidato il compito di assicurare il mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica in tutto il territorio e per l'intera durata del mandato.

I Carabinieri diedero ovunque inizio immediato a quel processo di addestramento e di preparazione tecnica e di elevazione morale che era stato loro affidato nei riguardi delle forze di polizia destinate a garantire in futuro la Repubblica Somala.
Dietro pressante intervento del comandante dei Gruppo Carabinieri, tenente colonnello Brunero, venne migliorato il trattamento economico dei militari somali, insofferenti dello stipendio irrisorio loro corrisposto, e si pose sufficiente rimedio alla situazione di carenza esistente nei settori della motorizzazione e dei radio-collegamenti. Inoltre, per venire incontro ai fedeli e valorosi zaptiè che avevano prestato servizio nell'Arma, fu costituito un nuovo reparto, denominato "Compagnia Carabinieri Somali" che si compose di oltre 140 ex zaptiè e venne inserito nel Corpo di Sicurezza con compiti di Polizia Militare.
Allorchè il 1° aprile 1951 si celebrò solennemente a Mogadiscio il 1° anniversario dell'A.F.I.S., nella sfilata militare che ebbe luogo alla presenza di una grande folla, i reparti dell'Arma, inquadrati dai loro ufficiali, diedero motivo all'Ambasciatore Giovanni Forriari di elogiare pubblicamente i Carabinieri per il grado di addestramento impartito in così breve tempo.

In uno dei rapporti trasmessi all'O.N.U. dal "Consiglio Consultivo" di quell'Organizzazione distaccato in Somalia presso l'AFIS si legge: "Bisogna riconoscere che l'Italia ha nel suo giuoco una grande carta: i Carabinieri".
Il 26 luglio 1952 il tenente colonnello Brunero venne sostituito dal tenente colonnello Umberto Ripa di Meana, cui subentrò il 16 maggio 1956 il tenente colonnello Alfredo Amera.
Nei primi mesi dello stesso 1956, per la definitiva soppressione del Corpo di Sicurezza, i militari indigeni che lo componevano vennero assorbiti dalle Forze di Polizia inquadrate dagli ufficiali e sottufficiali dell'Arma. Ne derivò un delicato e difficile processo di fusione dei due contingenti, che alla fine di quell'anno poté considerarsi felicemente concluso per merito dell'opera paziente ed accorta svolta dal personale dell'Arma.
In quello stesso periodo, con carabinieri affluiti dall'Italia, si costituì uno Squadrone blindo-corazzato, unico reparto rimasto a rappresentare, a parte la rete di comandi territoriali di polizia affidati in gran parte ai somali, la salvaguardia della Bandiera italiana in Somalia.

Nel periodo 1957-1958 l'azione direttiva e coordinatrice delle Forze di Polizia demandata ai militari dell'Arma continuò a svolgersi efficacemente anche in occasione di eventi pericolosi per l'ordine pubblico - basti citare l'assassinio del rappresentante dell'Egitto in seno al Consiglio Consultivo dell'ONU (aprile 1957) e le elezioni amministrative dell'ottobre 1958 - riscuotendo anche il vivo apprezzamento dei partiti di opposizione.
Il 5 giugno 1958 tutti i comandi del Corpo di Polizia vennero coperti dagli ufficiali somali. In pari data il personale dell'Arma, già adibito ai reparti dello stesso Corpo, fu raccolto nella "Compagnia Autonoma Carabinieri in Somalia", che svolse opera di consulenza tecnica e di occasionale affiancamento sino al 30 giugno 1958, data in cui la Somalia conseguì la piena indipendenza.
A comandante delle Forze di Polizia venne nominato il tenente colonnello somalo Mohamed Abscir Mussa. L'ideale "scambio delle consegne" tra il tenente colonnello dei Carabinieri Amera ed il suo pari grado Abscir Mussa avvenne nel corso di una cerimonia militare svoltasi il 14 dicembre 1958.
Sotto la stesa data - dopo solo 8 anni e 9 mesi sui 10 anni preventivati - si concludeva così la missione dei Carabinieri, che lasciavano in eredità allo Stato Somalo un organismo di polizia - forte di 54 ufficiali, 480 sottufficiali e 3.200 agenti - creato quasi dal nulla, pienamente efficiente in ogni sua struttura operativa e logistica.