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Non tutti sanno che...

RIVISTA DEI CARABINIERI REALI

Il primo numero di questo periodico, edito direttamente dal Comando Generale dell'Arma, vide la luce nel novembre 1934. Esso veniva così presentato dallo stesso Comandante Generale, generale Enrico di S. Marzano: "Il desiderio, largamente diffuso, tra ufficiali e sottufficiali, d'avere una rivista tecnica, che soddisfi Le loro aspirazioni di aggiornamento e di perfezionamento della cultura professionale, mi ha indotto a favorire l'iniziativa di dar vita alla "Rivista dei Carabinieri Reali" col duplice intento d'offrire palestra propizia a quanti sentano d'avere qualcosa di utile e di buono da dire, facile guida allo studio di tutti...
D'altro canto i compiti sempre più vasti e complessi dell'Arma affidati richiedono, in coloro che debbono assolverli, ben altre risorse di quelle di una semplice pratica, che s'adagi sulla comoda falsariga dell'esperienza altrui e s'accontenti di ripetere sol quello che ha visto fare da altri (...)
" .

Rivista tecnica, dunque, il cui sottotitolo era, infatti, "rassegna di studi militari e tecnico-professionali" era scritta e pubblicata dall'Arma e per l'Arma; rivista che, trascorsi ormai tanti lustri, appare ancora come una delle più belle ed interessanti pubblicazioni militari. Ogni numero era composto da oltre cento pagine, dense di articoli e contenuto giuridico, professionale e storico.
Ideatore della pubblicazione era stato il tenente colonnello Ulderico Barengo (v.), che in quell'epoca prestava servizio al Comando Generale. Primo direttore fu il colonnello Crispino Agostinucci, al quale subentrò il colonnello Antonio Marotta e poi il colonnello Casimiro Delfini e lo stesso colonnello Barengo.
Collaboravano alla rivista, oltre a numerosi ufficiali dell'Arma, magistrati, docenti universitari e personalità civili e militari di altre Armi.
La rivista, che veniva stampata presso la tipografia de "Il Giornale d'Italia" ebbe un grande successo, tanto che dai 7.000 abbonati del 1936 si raggiunse, nel 1937, la cifra di 15.000, ulteriormente superata negli anni successivi. L'abbonamento annuo costava 20 lire.

Il periodico cessò le pubblicazioni nel 1943, con il numero del bimestre maggio-giugno. E proprio in apertura del fascicolo veniva riportata la notizia della morte, avvenuta il 19 luglio, del suo direttore, il colonnello Ulderico Barengo. Quel giorno, infatti, mentre perdurava una incursione aerea su Roma, il Comandante Generale, generale Azolino Hazon, ed il colonnello Barengo, Capo di Stato Maggiore dell'Arma, che si erano recati nei luoghi maggiormente colpiti per essere tra i primi a dare impulso, con il loro esempio animatore, ai servizi di soccorso, incontravano morte gloriosa raggiunti in pieno dall'esplosione di una bomba.