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Non tutti sanno che...

PENSIONI AI CARABINIERI

La prima testimonianza del diritto alla pensione dei Carabinieri si trova nelle Regie Determinazioni del 31 dicembre 1815. A regolare le somme della pensione intervennero le Regie Patenti del 12 ottobre 1822 (art. 8). Alle "pensioni di ritiro" a favore dei militari riconosciuti inabili a continuare il servizio pensò in modo particolare Carlo Felice, il re di Sardegna deceduto dopo dieci anni di regno il 27 aprile 1831, che manifestò costantemente grande apprezzamento dell'opera svolta dai Carabinieri.

Tra le numerose testimonianze dei suoi favorevoli sentimenti verso il Corpo dei Carabinieri si porta il testo del dispaccio che in data 19 giugno 1824 il Ministero di Guerra e Marina diresse all'Ispettore Generale (Comandante Generale) dei Carabinieri:
"S.M. molto apprezzando il servizio attivo, incessante e soggetto a continui pericoli che si presta dai Carabinieri Reali ed avendo per altra parte riguardo alla particolare disciplina del Corpo, che ad essi richiede non solo una condotta irreprensibile ed un contegno sempre dicevole, ma altresì molte privazioni a cui non è sottoposta alcun'altra milizia, assai di buon grado si è disposto a permettere che nel proporre pensioni di ritiro od altri provvedimenti a favore di coloro che vengono riconosciuti inabili alla continuazione di tal servizio, si abbiano speciali riguardi alle circostanze sopraindicate, alla condotta morale da ciascheduno tenuta, alla maniera più o meno commendevole con cui da ognuno si soddisfece ai propri doveri e finalmente alla natura dei servizi, alle circostanze in cui furono prestati ed al danno che l'uomo può avere sofferto principalmente nella salute.

Tale generosa disposizione di S.M. a rimunerare in distinto modo i servizi dei Carabinieri Reali ed a migliorare la sorte di quelli che si trovano nella necessità di ritirarsi, deve non solamente eccitare maggior desiderio di farne parte, ma stimolare altresì gli ammessi a prolungare quanto più è possibile il loro servizio. ( .. )
Ma affinché si abbiano frattanto ai vecchi Carabinieri quei riguardi che l'età e la salute possono richiedere, S.M. lascia di provvedere onde siano essi destinati alle stazioni meno faticose ed alle men gravi incumbenze, cosicché prestando quel servizio di cui sono ancora capaci, possano coll'esempio, e mediante l'esperienza acquistata, servire di guida ai giovani nel riempimento dei propri doveri e tramandare dagli uni agli altri quasi per tradizione le regole della condotta loro nel disimpegno delle difficili e delicate incombenze, che sono ad essi affidate
".