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Non tutti sanno che...

MOTI DI GENOVA DEL 1849 (I Carabinieri nei)

La Prima Guerra d'Indipendenza, interrotta dall'armistizio di Milano del 9 agosto 1848, venne ripresa il 20 marzo 1849 con una offensiva dell'Esercito sardo-piemontese, stroncata dopo tre giorni dalla fatale giornata di Novara, che portò all'abdicazione di Carlo Alberto e alla salita al trono di Vittorio Emanuele II. Il nuovo armistizio, stipulato a Novara il 26 successivo, determinò le più aspre recriminazioni delle popolazioni del Regno sardo-piemontese, con gravi conseguenze per l'ordine pubblico. In Genova si ebbe una vera e propria sollevazione popolare, aizzata dai partiti, nel corso della quale i facinorosi riuscirono a impadronirsi della città. Il maggiore dei Carabinieri Angelo Ceppi di Barolo, destinato dal febbraio di quell'anno al comando della locale Divisione (oggi Comando Provinciale) affrontò con estremo coraggio i rivoltosi alla testa dei dipendenti militari dell'Arma e di un Battaglione di riserva delle Guardie (Granatieri). Sebbene il Governatore di Genova, di fronte alla gravità della situazione fosse venuto a patti con gli insorti, questi non desistettero dal commettere atrocità, di cui fu vittima lo stesso maggiore Ceppi, sul quale infierirono, anche dopo la sua morte, con orribili sevizie.
A Genova ed in altre città del Piemonte l'ordine venne ripristinato nei giorni seguenti, soprattutto per l'azione energica e prudente svolta dai Carabinieri.