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Non tutti sanno che...

LOMBARDIA

Gendarmi austriaci in servizio nel Lombardo-Veneto nell'uniforme del 1832. Molti di essi passarono nelle fila dell'Arma, dopo un severo accertamento dei loro sentimenti filo-italiani.Subito dopo la felice conclusione della 2a Guerra d'Indipendenza, ratificata dall'accordo di Villafranca dell'11 luglio 1859, il Governo piemontese decise di estendere immediatamente nella Lombardia il servizio del Corpo dei Carabinieri. A tal fine il Comandante Generale del Corpo, maggiore generale Federico Costanzo Lovera Di Maria, inviò a Milano il luogotenente colonnello dei Carabinieri Trofimo Arnulfi, che in data 10 giugno 1859 gli comunicò, tra l'altro, quanto segue:
"... Malgrado partissi immediatamente a norma degli ordini datimi, per l'ingombro delle strade e difetto dei veicoli, non potei giungere che ieri. Mi presentai subito al Cavaliere Vigliani, stato nominato Governatore Generale della Lombardia. Ho già presi seco lui molti concerti mi tengo a sua disposizione per coadiuvarlo in tutto che posso.

Desidera e desidero stabilire il servizio e attendo perciò il personale che gli fu da S.E. il Conte di Cavour promesso, 150 uomini per ora... Di gendarmi e di polizia non vi è qui rimasto neppur uno. Sono d'altronde affatto screditati per cui non potrebbero più servire a Milano. Ho visitato la caserma della Gendarmeria e l'ho trovata Opportuna e sufficiente... Intanto per mio alloggio mi è stato assegnato una parte di quello che occupava il Generale Giulay, dove potrò pure stabilire gli uffizi e gli Uffiziali che mi saranno mandati...
"

La risposta dei gen. Lovera è di quattro giorni dopo e conferma quel profondo senso di equanimità che ispirò durante diciott'anni la sua azione di comando dell'Arma:
"...onde non dubito che nella nuova impresa a cui si accinge avrà migliore e più vasto campo a spiegare il suo ingegno. Non vorrò dal canto mio privarla di quei coadiutori che godono la di lei confidenza e perciò tosto che il cap. Della Chiesa si sarà provvisto di un Maresciallo d'all. Capo le destinerà costà il maresciallo Gilardì, il brigadiere Raineri ed il carabiniere Ferrero ( .. ).

Ignorando il di lei desiderio di aver seco il Capitano Cav. Cavagna le ho fatto assegnare il Capitano [nome non decifrabile nel manoscritto della minuta]. Ella lo conosce e se non sarà per convenirle avrò sempre tempo di comandare costà quello altro che sarà del di lei aggradimento... Sarà poi opera ottima, se potrà riunire buon numero di carabinieri ne' bassi Uffiziali e soldati congedati ed anche ne' gendarmi cessati dal servizio che la di lei sagacia conoscerà favorevoli al nuovo ordine di cose giacché versiamo nelle più dolorose angustie. Ella avrà su questo ramo d'amministrazione pieni poteri che le cedo col consenso di S.E. il Conte di Cavour
".

Dopo aver costituito il "Comando dei Carabinieri Reali in Lombardia il colonnello Arnulfi procedette subito all'arruolamento dei militari del Corpo con il seguente Avviso, reso pubblico il 17 giugno, ad una settimana dal suo arrivo nella capitale lombarda:
"Con autorizzazione del R. Governatore di Lombardia viene aperto in Milano presso l'Ufficio del Colonnello comandante. in casa Cattaneo, via S. Teresa, l'arruolamento di volontari, i quali, avendo già servito 2 o più anni militarmente desiderano intraprendere una ferma di 8 anni nel Corpo dei Carabinieri Reali.

Gli aspiranti non dovranno oltrepassare l'età di 30 anni, fatta eccezione dei già appartenenti alla Gendarmeria, i quali, purché tuttavia robusti, bene famati ed Italiani, saranno accettati anche più attempati senza specifiche condizioni.
Gli stessi aspiranti dovranno sapere leggere e scrivere, fare prova di buona condotta, di non essere mai stati processati criminalmente, di essere celibi o vedovi senza prole, non che fisicamente atti a sopportare le fatiche del servizio militare. La statura è fissata a metri 1 e 70 centimetri pel Carabiniere di fanteria ed a 1 e 80 per quello di cavalleria.
Alle medesime condizioni potranno essere così pure accettati, nella qualità di Allievi Carabinieri, giovani che non abbiano mai servito e siano dell'età di 19 a 24 anni. L'Ufficio di reclutamento rimarrà aperto tutti i giorni dal mezzodì alle quattro pomeridiane
".

Tre giorni dopo, il 20 giugno, il Comandante Generale del Corpo scriveva al Ministro della Guerra:
"Il Colonnello Comandante i Carabinieri in Lombardia ha iniziato un reclutamento sui bassuffiziali e soldati italiani congedati dal servizio austriaco, e pare che avrà un buon esito tanto necessario per formare nuove stazioni. Ma se sarà facile al prefato Ufficiale Superiore radunare buon numero di gregari, non così potrà dirsi in quanto ai bassuffiziali, i quali si dovranno provvedere con promozione di quelli del Corpo. Standosi ora adunque per formare colà ( .. ) i comandi di Divisione, di Compagnia, di Luogotenenza e di Stazione è indispensabile un aumento dei Bassi Uffiziali sia per gli ufflzj che per i comandi di Stazione, onde sarei a pregare l'E. V. di allargare la pianta relativa"...

La richiesta del gen. Lovera venne subito accolta e concorse a rendere possibile nel gennaio 1860 il funzionamento delle cinque Divisioni nelle quali si articolava il Corpo dei Carabinieri in Lombardia: Milano, Brescia, Corno, Cremona e Pavia.

Allorché il R.D. dei 24 gennaio 1861 provvide al riordinamento dell'Esercito ed istituì 13 Legioni territoriali per l'Arma dei Carabinieri, distinte per numero progressivo, il territorio della Lombardia venne incorporato nella 4a Legione (Milano), comprendente le province di Milano, Corno, Sondrio, Brescia, Bergamo e Cremona, che divennero sedi di Divisioni, oggi Comandi Provinciali.