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Non tutti sanno che...

GUARDARME

Nell'esercito sardo-piemontese il guardarme era un grado intermedio tra l'ufficiale ed il sottufficiale, che veniva attribuito ai sottufficiali più meritevoli. I doveri del guardarme consistevano - afferma Alberto Guglielmotti nel suo "Vocabolario marino e militare" edito da Mursia nel 1967 - nell' "attendere nelle piazze [centri militari] ai magazzini ed armerie, secondo le determinate istruzioni del Comandante. Fa parte del piccolo stato maggiore. E se trovasi in un posto dove non sia ufficiale veruno, a lui spetta il comando".

Anche i brigadieri dei Carabinieri potevano essere prescelti per tale titolo. Ne fa fede la seguente circolare n. 2321 diramata in data 13 luglio 1862 ai comandi di Legione dal luogotenente generale Presidente del Comitato (v. - oggi Comandante Generale) Federico Costanzo Lovera Di Maria: "Dovendo io per la fine del volgente mese proporre al Ministero della Guerra alcuni sott'uffiziali pel grado di Guardarme, prego la S. V. di volermi additare due dei Brigadieri di cotesta Legione, i quali riuniscano i requisiti voluti e meritino una tale promozione, trasmettendomi in pari tempo i loro estratti di matricola e di disciplina".

Per quanto riguarda l'applicazione di tale termine all'Arma dei Carabinieri se ne trova altro esempio nel testo della legge 25 gennaio 1885, relativa alle modifiche sulle pensioni per i militari dei R. Esercito, che così disponeva all'art. 9: "... La nuova tabella sarà applicata ai guardarmi ed agli appuntati dei reali carabinieri che trovansi tuttora in servizio e che venissero collocati a riposo con quel grado; e verranno assimilati rispettivamente ai capi musica ed ai caporali maggiori (..)".