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Non tutti sanno che...

DAGA


Elsa e fodero di cuoio della "daga" da carabiniere.Arma bianca fra le più antiche, a forma di una corta spada. Simile al gladio greco e romano, con due fili, ma anche con uno soltanto, aveva la lama lunga dai 40 ai 60 cm. Presso i popoli germanici la Daga, chiamata "scramasax" assomigliava ad un grosso coltello, ad un solo filo e con un lungo codolo. Molto diverse sono state le else o impugnature, a seconda delle epoche e dei popoli che l'adottarono.
La Daga è stata l'arma bianca caratteristica dell'Arma dei Carabinieri fin dalla sua fondazione. Un primo riferimento si trova nella "Determinazione sovrana" del 9 agosto 1814, in cui si parla di una "sciabola corta" per i militari a piedi, essendo prevista una "sciabola lunga" per quelli a cavallo. Essa aveva le seguenti caratteristiche: lunghezza totale mm. 760, lunghezza della lama mm. 592, larghezza della lama al tallone mm. 36, larghezza della lama nel mezzo mm. 32, spessore della costola al tallone mm. 39, peso Kg. 1, 325.

Questo modello, la cui elsa differiva completamente dai modelli in uso presso i corpi armati di altri stati europei, venne leggermente modificato nel 1834, per essere definitivamente radiato nel 1985. In data 4 luglio di quell'anno, il Ministero dell'Interno poneva il quesito se "il predetto attrezzo" potesse ancora configurarsi arma da guerra (ex. art. I legge 110/1975) perché non più impiegabile in operazioni belliche, essendo usata unicamente come corredo dell'uniforme.
Le 35.875 daghe risultanti in dotazione nel 1985 vennero in parte cedute a pagamento ai militari che desideravano conservare uno dei più bei cimeli dell'Arma. Il prezzo venne stabilito non a valore, ma a peso, cioè L. 145 al kg. per la parte ferrosa, più le spese di trasporto, che erano a carico del richiedente.