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Non tutti sanno che...

ARMA FEDELISSIMA

Pubblicazione venuta alla luce a Roma il 10 aprile 1934. Il primo numero recava, però, l'indicazione «Anno VII - n. 3 ed il sottotitolo "IL GIORNALE DEL CARABINIERE"».

La spiegazione era nell'articolo di apertura, nel quale si poteva leggere: "IL GIORNALE DEL CARABINIERE ha cessato le sue pubblicazioni. Al suo posto nasce ora questo nuovo periodico che si gloria - come di un sigillo di fede e di obbedienza - del motto luminoso: "L'Arma fedelissima"... Oltre a tutto - proseguiva l'articolo -, il notiziario, che comprenderà gli echi delle regioni, quando un avvenimento indichi il carabiniere all'attenzione del pubblico; oltre ai capitoli di una storia antica e nuova, da cui emana tanta luce di ardimenti e di eroismo; oltre alla pratica illustrazione delle leggi, al Bollettino ufficiale, al Foglio d'ordini, al movimento delle Associazioni Carabinieri in congedo, sarà nostra norma riassumere, a volta a volta, in brevi note i fatti più notevoli d'interesse nazionale e internazionale e dare conveniente spazio anche alle competizioni sportive, che rientrano nel quadro della maschia istruzione militare".

La pubblicazione, nel formato di cm. 29,5x42, usciva con periodicità decadale (il 1°, l'11 ed il 21 di ogni mese), prima a 16 e poi a 24 pagine, al prezzo di 40 centesimi la copia. Il costo dell'abbonamento annuo era di 12 lire. La Direzione aveva sede nel romano Palazzo Sciarra e la stampa veniva curata presso la tipografia de "Il Giornale d'Italia".

Il primo direttore fu il colonnello dei Carabinieri in ausiliaria Ettore Borghi; condirettore e gerente responsabile, fa il conte Giulio Loccatelli. Dal numero 4 del 21 aprile 1934 a "Il Giornale del Carabiniere" venne aggiunto ARMA E DOVERE, che cessava le pubblicazioni. Il generale Caprini, Presidente della Federazione dei Carabinieri in congedo, nel porgere il suo saluto al nuovo periodico, pensando disinteressatamente e nobilmente che le finalità a cui tendevano i due giornali potessero essere raggiunte solo se all'unicità di scopo corrispondesse l'unicità della stampa, senza inutili dispersioni di forze, con la coscienza e con il proposito di dare alla buona causa il contributo di tutta la Federazione, disponeva, infatti, di far affiancare e fondere il suo giornale ARMA E DOVERE con L'ARMA FEDELISSIMA.

Dal 1° settembre dello stesso 1934 la nuova pubblicazione divenne anche "organo ufficiale del Museo Storico dell'Arma" in quanto il " Bollettino-notiziario", altro periodico nato in quell'epoca a cura del Museo e stampato anch'esso presso la tipografia de "Il Giornale d'Italia" veniva diffuso come inserto speciale de L'ARMA FEDELISSIMA.

Sul nuovo periodico avevano ampio sviluppo articoli storici dello stesso Borghi, specie sulla partecipazione dei Carabinieri alla prima guerra mondiale, una storia aneddotica, a puntate, dell'attività dell'Arma nella repressione del brigantaggio, a firma di Dino Pucci, una serie di articoli, con illustrazioni, sulla organizzazione di tutte le polizie del mondo, la cronaca degli avvenimenti degli ultimi dieci giorni, una rubrica giudiziaria, la sintesi delle principali operazioni di servizio compiute dai Carabinieri, la pagina dello sport, il notiziario della Federazione nazionale dei Carabinieri in congedo e delle Associazioni consociate, rubriche di medicina e di linguistica, le risposte ai quesiti dei lettori e l'immancabile romanzo a puntate.

La pubblicazione era molto nota, anche fuori dell'ambiente dell'Arma, per i suoi articoli e per le cronache agili, vivaci, interessanti.

Essendo venuto a mancare il colonnello Borghi, nell'ottobre del 1936 la direzione del periodico venne assunta dal conte Loccatelli. L'ultimo numero de L'ARMA FEDELISSIMA vide la luce il 21 agosto del 1943, pochi giorni prima, cioè, dell'armistizio.